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Tonino Guerra: poeta, sceneggiatore di Fellini e anima della Romagna

Tonino Guerra è stato poeta, scrittore, sceneggiatore, pittore e artista, ma soprattutto una delle figure che meglio hanno saputo trasformare la Romagna in racconto, memoria e immaginazione. Nato a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo 1920, collaborò con alcuni dei più grandi registi del Novecento, da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Andrej Tarkovskij a Francesco Rosi. Eppure, anche dopo aver raggiunto il cinema internazionale, continuò a tornare con la mente e con le parole alla sua terra, al dialetto, ai paesi e ai paesaggi della Valmarecchia.

Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore nato a Santarcangelo di Romagna
Tonino Guerra, una delle personalità culturali più importanti nate in Romagna nel Novecento.

La sua vita attraversa guerra, poesia dialettale, grande cinema d'autore e arte contemporanea. Una vicenda straordinaria iniziata proprio in Romagna e conclusa nello stesso luogo in cui era cominciata: Guerra morì infatti a Santarcangelo il 21 marzo 2012, pochi giorni dopo aver compiuto 92 anni.

Tonino Guerra: biografia in breve

Nascita 16 marzo 1920, Santarcangelo di Romagna
Morte 21 marzo 2012, Santarcangelo di Romagna
Attività Poeta, scrittore, sceneggiatore, pittore e artista
Prima raccolta poetica I scarabócc, 1946
Esordio in prosa La storia di Fortunato, 1952
Sceneggiature Oltre 120 nel corso della carriera
Registi principali Antonioni, Fellini, Rosi, Tarkovskij, Taviani, Angelopoulos, De Sica, Petri, Monicelli
Oscar Tre candidature alla sceneggiatura; Amarcord vinse l'Oscar come miglior film straniero
Luoghi simbolo Santarcangelo di Romagna e Pennabilli

La prigionia in Germania e le prime poesie

La poesia entrò nella vita di Tonino Guerra in una situazione drammatica.

Durante la Seconda guerra mondiale venne deportato in Germania e internato nel campo di Troisdorf. Fu proprio durante la prigionia che iniziò a comporre versi nel dialetto romagnolo della sua Santarcangelo.

Secondo il racconto dello stesso Guerra, nel campo si trovavano altri romagnoli che gli chiedevano di recitare qualcosa nella loro lingua. Cominciò così a inventare e scrivere poesie in dialetto, quasi per riportare per qualche minuto i compagni a casa attraverso le parole.

È un'origine particolarmente significativa: il dialetto non era per Guerra soltanto una lingua locale, ma diventava memoria, appartenenza e una forma di resistenza alla lontananza.

Dopo il ritorno in Italia si laureò in Pedagogia all'Università di Urbino e per alcuni anni insegnò, senza però abbandonare la scrittura.

I scarabócc, I bu e la poesia in romagnolo

Nel 1946 uscì la prima raccolta, I scarabócc – “Gli scarabocchi” – con prefazione di Carlo Bo.

Fu l'inizio di una produzione poetica profondamente legata al dialetto santarcangiolese e al mondo contadino della Romagna.

Seguirono altre raccolte, tra cui La s-ciuptèda e Lunario, fino a uno dei libri fondamentali della sua carriera letteraria:

I bu

Nel 1972 pubblicò I bu – “I buoi” – con introduzione di Gianfranco Contini.

La raccolta riuniva anche parte delle poesie precedenti e contribuì in modo decisivo al riconoscimento del dialetto come lingua capace di produrre grande poesia contemporanea, non soltanto folclore o letteratura minore.

Nella poesia di Guerra ritornano continuamente:

  • la campagna romagnola;
  • gli animali;
  • la povertà e la vita contadina;
  • gli anziani;
  • la memoria;
  • l'infanzia;
  • il viaggio;
  • la morte;
  • la meraviglia per le piccole cose.

Nel 1981 arrivò Il miele, che segnò una nuova stagione della sua poesia, seguita da poemetti come La capanna, Il viaggio e L'orto d'Eliseo.

La storia di Fortunato

Guerra non scrisse però soltanto poesia. Nel 1952 pubblicò il racconto La storia di Fortunato nella celebre collana einaudiana I Gettoni, diretta da Elio Vittorini.

Nel corso della vita avrebbe pubblicato decine di volumi tra poesie, racconti, romanzi brevi e testi difficili da rinchiudere in un solo genere.

Da Santarcangelo a Roma: l'incontro con il cinema

Nei primi anni Cinquanta Tonino Guerra si trasferì a Roma. Da quel momento la sua storia personale si intrecciò sempre più strettamente con quella del cinema italiano.

Cominciò a lavorare come sceneggiatore nella seconda metà degli anni Cinquanta e in breve tempo divenne uno degli autori più richiesti del cinema d'autore.

La sua qualità principale era difficile da definire: Guerra non costruiva soltanto trame, ma portava nel cinema immagini, atmosfere, piccoli gesti, silenzi e intuizioni poetiche.

Era una scrittura particolarmente adatta ai grandi registi che stavano cercando di superare il linguaggio più tradizionale del neorealismo.

Nel corso di oltre mezzo secolo firmò o co-firmò più di 120 sceneggiature.

Tonino Guerra e Michelangelo Antonioni

Fra le collaborazioni più importanti della sua carriera c'è quella con Michelangelo Antonioni.

Il rapporto creativo tra i due attraversò decenni e alcuni dei film più importanti della storia del cinema europeo.

Guerra collaborò, tra gli altri, a:

  • L'avventura;
  • La notte;
  • L'eclisse;
  • Deserto rosso;
  • Blow-Up;
  • Zabriskie Point;
  • Il mistero di Oberwald;
  • Identificazione di una donna.

Con Antonioni trovò forse uno dei terreni più adatti alla propria sensibilità: personaggi spesso sospesi, paesaggi che sembrano parlare, silenzi importanti quanto i dialoghi e una realtà osservata attraverso dettagli apparentemente marginali.

Per Blow-Up Guerra ottenne, insieme ad Antonioni ed Edward Bond, una delle sue tre candidature all'Oscar.

Federico Fellini e Amarcord: quando la Romagna diventa cinema

L'incontro artisticamente più legato alla nostra terra è inevitabilmente quello con Federico Fellini.

Due romagnoli, uno nato a Santarcangelo e l'altro a Rimini, che trasformarono insieme ricordi, personaggi, dialetto, fascismo, adolescenza e fantasie della provincia in uno dei film italiani più conosciuti nel mondo.

Amarcord

Nel 1973 uscì Amarcord, scritto da Federico Fellini e Tonino Guerra.

Il titolo richiama l'espressione romagnola a m'arcord, “io mi ricordo”, anche se il film non è un'autobiografia letterale.

È piuttosto una Romagna reinventata attraverso memoria e immaginazione: il passaggio delle stagioni, gli adolescenti, le donne desiderate, il fascismo provinciale, la scuola, la famiglia, la nebbia e il mare.

Amarcord vinse l'Oscar come miglior film straniero e la sceneggiatura di Fellini e Guerra ottenne successivamente una candidatura all'Academy Award.

Il legame fra i due proseguì con altri film, tra cui:

  • E la nave va;
  • Ginger e Fred.

Ma Amarcord rimane qualcosa di particolare per chi vive fra Rimini e la Valmarecchia: non semplicemente un film ambientato in Romagna, ma uno dei modi attraverso cui la Romagna è entrata definitivamente nell'immaginario cinematografico mondiale.

Da Tarkovskij ai Taviani: uno sceneggiatore internazionale

Definire Tonino Guerra soltanto “lo sceneggiatore di Fellini” sarebbe però estremamente riduttivo.

Nel corso della carriera lavorò con registi italiani e stranieri diversissimi tra loro.

Andrej Tarkovskij

Con il regista russo Andrej Tarkovskij collaborò a Nostalghia, uscito nel 1983.

Il rapporto di Guerra con la cultura russa fu profondissimo: trascorse lunghi periodi nel Paese, che considerava quasi una seconda patria, stringendo amicizie con artisti e intellettuali.

Francesco Rosi

Fu un collaboratore fondamentale anche di Francesco Rosi, con film come:

  • Uomini contro;
  • Il caso Mattei;
  • Lucky Luciano;
  • Cadaveri eccellenti;
  • Cristo si è fermato a Eboli;
  • Tre fratelli.

Paolo e Vittorio Taviani

Con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani lavorò tra l'altro a La notte di San Lorenzo, Kaos e Good Morning Babilonia.

Theo Angelopoulos

Importante fu anche il rapporto con il regista greco Theo Angelopoulos. Per Viaggio a Citera Guerra condivise nel 1984 il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes.

Nel suo lunghissimo curriculum compaiono inoltre Vittorio De Sica, Elio Petri, Mario Monicelli, Alberto Lattuada, Marco Bellocchio e numerosi altri protagonisti del cinema europeo.

Il ritorno in Romagna: Tonino Guerra e Pennabilli

Dopo circa trent'anni trascorsi soprattutto a Roma, negli anni Ottanta Guerra sentì sempre più forte il richiamo della propria terra.

Alla fine del decennio si stabilì a Pennabilli, antico borgo del Montefeltro e della Valmarecchia nel quale già trascorreva lunghi periodi estivi.

Non fu semplicemente un trasferimento.

Pennabilli diventò progressivamente una grande opera poetica a cielo aperto.

Guerra cominciò a immaginare installazioni, giardini, piccoli musei e interventi sul paesaggio capaci di costringere il visitatore a fermarsi e osservare ciò che normalmente passa inosservato.

L'Orto dei Frutti Dimenticati

Uno dei luoghi più conosciuti è l'Orto dei Frutti Dimenticati, pensato per recuperare antiche varietà di alberi da frutto e insieme conservare una memoria del mondo contadino.

Non è un giardino botanico nel senso tradizionale: è uno di quei luoghi nei quali Guerra mescola natura, oggetti, parole e ricordi.

I Luoghi dell'Anima

A Pennabilli realizzò il percorso dei Luoghi dell'Anima, una serie di interventi poetici diffusi nel borgo e nel territorio.

La sua idea era semplice e allo stesso tempo profondissima: creare luoghi che non avessero necessariamente qualcosa di spettacolare da mostrare, ma che aiutassero il visitatore a guardare, ricordare e pensare.

Tonino Guerra è sepolto proprio a Pennabilli, la località che aveva scelto come casa nell'ultima parte della sua vita.

Tonino Guerra pittore, scultore e artista

Ritratto di Tonino Guerra
Negli ultimi decenni Guerra affiancò alla scrittura pittura, scultura, ceramica e installazioni nel paesaggio.

Negli ultimi decenni della sua vita Tonino Guerra rese sempre più difficile distinguere il poeta dallo sceneggiatore e dall'artista.

Dipingeva, disegnava, progettava fontane, lavorava con ceramica, vetro, ferro e legno e collaborava strettamente con gli artigiani del territorio.

Dal suo trasferimento a Pennabilli, nel 1989, questa attività diventò particolarmente intensa.

Molte opere nascevano infatti da un'idea disegnata da Guerra e venivano poi trasformate materialmente insieme a ceramisti, fabbri, vetrai e altri artigiani.

Per questo le sue installazioni non sembrano monumenti tradizionali. Sono spesso oggetti semplici, un muro, una fontana, una frase, una campana o una pianta utilizzati per suggerire qualcosa.

Lo stesso Guerra le definiva spesso “poesie nel paesaggio”.

È forse questa la chiave migliore per comprenderlo: anche quando smetteva di utilizzare le parole, continuava in realtà a fare poesia.

Oscar, David di Donatello e gli altri riconoscimenti

La carriera di Tonino Guerra è stata accompagnata da un numero enorme di premi italiani e internazionali.

Tre candidature all'Oscar

Come sceneggiatore ricevette tre nomination agli Academy Awards:

  • Casanova '70;
  • Blow-Up;
  • Amarcord.

Amarcord, inoltre, conquistò l'Oscar come miglior film straniero.

David di Donatello alla carriera

Nel 2010, in occasione dei suoi novant'anni, ricevette il David speciale alla carriera.

Jean Renoir Award

Nel 2011 la Writers Guild of America West gli assegnò il prestigioso Jean Renoir Award for Screenwriting Achievement, riconoscimento destinato agli sceneggiatori internazionali che hanno dato un contributo particolarmente importante alla scrittura cinematografica.

Altri riconoscimenti

Nel corso della carriera ricevette inoltre, tra gli altri:

  • il premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes per Viaggio a Citera;
  • il Premio Pietro Bianchi alla Mostra del Cinema di Venezia;
  • un riconoscimento alla carriera agli European Film Awards;
  • numerosi David di Donatello;
  • premi letterari come Nonino, Carducci, Gozzano, Pasolini e Comisso.

Nel 2002 il Presidente della Repubblica lo nominò Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nel 2005 l'Università di Urbino, dove aveva studiato Pedagogia, gli conferì una Laurea ad honorem in Lettere.

Dove scoprire Tonino Guerra oggi

Chi visita Rimini e la Valmarecchia può ancora incontrare Tonino Guerra attraverso i luoghi che hanno segnato la sua vita.

Santarcangelo di Romagna

Nella sua città natale si trova il museo permanente “Nel mondo di Tonino Guerra”, in via della Costa 15, nel centro storico di Santarcangelo.

Il museo, riaperto nel marzo 2025 dopo un importante intervento di riallestimento, raccoglie opere, dipinti, fotografie e creazioni realizzate dal Maestro anche in collaborazione con gli artigiani romagnoli.

L'ingresso è gratuito; per giorni e orari conviene verificare sempre il calendario aggiornato del Comune o del Museo prima della visita.

Pennabilli

Pennabilli è invece il luogo nel quale il pensiero di Guerra è uscito dagli edifici ed è diventato paesaggio.

Qui si possono cercare l'Orto dei Frutti Dimenticati e gli altri Luoghi dell'Anima, passeggiando nel borgo e osservando gli interventi che Guerra ha lasciato disseminati nel territorio.

Visitare entrambi i luoghi permette di comprendere meglio la sua figura: Santarcangelo rappresenta le radici, Pennabilli la scelta del ritorno e della maturità.

FAQ su Tonino Guerra

Dove è nato Tonino Guerra?

Tonino Guerra nacque a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo 1920.

Quando è morto Tonino Guerra?

Morì a Santarcangelo di Romagna il 21 marzo 2012, pochi giorni dopo aver compiuto 92 anni.

Tonino Guerra fu prigioniero durante la guerra?

Sì. Durante la Seconda guerra mondiale fu deportato in Germania e internato nel campo di Troisdorf. Proprio durante la prigionia cominciò a comporre poesie nel dialetto romagnolo della sua terra.

Quali film ha scritto Tonino Guerra?

Nel corso della carriera collaborò a oltre 120 sceneggiature. Tra i film più celebri ci sono L'avventura, La notte, Blow-Up, Amarcord, E la nave va, Nostalghia, La notte di San Lorenzo e numerosi film di Francesco Rosi.

Quale rapporto c'era tra Tonino Guerra e Federico Fellini?

I due autori romagnoli collaborarono soprattutto ad Amarcord, scritto insieme e uscito nel 1973, oltre che a film come E la nave va e Ginger e Fred.

Tonino Guerra ha vinto un Oscar?

Come sceneggiatore ricevette tre candidature all'Oscar, per Casanova '70, Blow-Up e Amarcord. Amarcord vinse inoltre l'Academy Award come miglior film straniero.

Dove viveva Tonino Guerra?

Dopo molti anni trascorsi a Roma e lunghi soggiorni in Russia, alla fine degli anni Ottanta si stabilì a Pennabilli, nel Montefeltro, dove è anche sepolto.

Dove si trova il museo di Tonino Guerra?

Il museo “Nel mondo di Tonino Guerra” si trova in via della Costa 15, nel centro storico di Santarcangelo di Romagna. A Pennabilli si trovano invece numerose installazioni e i cosiddetti Luoghi dell'Anima.

Che cosa sono i Luoghi dell'Anima?

Sono un insieme di installazioni e piccoli spazi poetici ideati da Guerra a Pennabilli e nel territorio circostante per mettere in relazione arte, memoria, natura e paesaggio.


Fonti e approfondimenti