Tempio Malatestiano di Rimini: storia, opere, orari e cosa vedere
Il Tempio Malatestiano di Rimini è uno dei monumenti più importanti del Rinascimento italiano e la Cattedrale della città. Dietro la solenne facciata progettata da Leon Battista Alberti si nasconde però una storia molto più antica: quella di una chiesa francescana medievale trasformata nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta in un grandioso monumento religioso, dinastico e umanistico. Al suo interno si conservano capolavori di Giotto, Piero della Francesca e Agostino di Duccio.

Tempio Malatestiano: informazioni rapide
- Nome ufficiale: Basilica Cattedrale di Santa Colomba – Tempio Malatestiano
- Dove: via IV Novembre 35, Rimini
- Origini: edificio religioso medievale, poi chiesa francescana dal XIII secolo
- Grande trasformazione: dal 1447
- Committente: Sigismondo Pandolfo Malatesta
- Progetto esterno: Leon Battista Alberti
- Decorazione interna: Matteo de' Pasti e Agostino di Duccio
- Capolavori: Crocifisso di Giotto e affresco di Piero della Francesca
- Cattedrale di Rimini: dal 1809
- Basilica minore: dal 2002
- Ingresso: libero, compatibilmente con le celebrazioni religiose
Dalla chiesa medievale al Tempio Malatestiano
Il Tempio Malatestiano non nacque nel Rinascimento.
Nello stesso luogo esisteva in precedenza una chiesa chiamata Santa Maria in Trivio; dal XIII secolo vi si trovava invece la chiesa francescana di San Francesco.
L'edificio era relativamente semplice, a navata unica, ma possedeva già una notevole importanza per Rimini. La famiglia Malatesta aveva infatti scelto da tempo la chiesa e il suo cimitero come luogo di sepoltura.
La chiesa medievale era inoltre decorata da pitture legate alla grande stagione artistica riminese del Trecento. Di quel periodo resta oggi soprattutto una testimonianza eccezionale: il grande Crocifisso dipinto da Giotto intorno al 1300.
La trasformazione radicale arrivò però nel Quattrocento con il signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Sigismondo Pandolfo Malatesta e il grande progetto
Sigismondo Pandolfo Malatesta governò Rimini dal 1432 al 1468 ed è una delle figure più affascinanti e controverse del Rinascimento italiano: condottiero, uomo politico e soprattutto grande mecenate.
Inizialmente il progetto per San Francesco era molto più limitato.
Nel 1447 iniziarono infatti i lavori per realizzare alcune cappelle gentilizie, destinate anche alla memoria dello stesso Sigismondo e di Isotta degli Atti, la donna alla quale fu profondamente legato e che divenne poi sua moglie.
Ben presto, però, l'intervento si trasformò in qualcosa di molto più ambizioso.
Sigismondo decise di trasformare l'intera chiesa in una sorta di grande arca monumentale della famiglia Malatesta, capace al tempo stesso di celebrare Dio, la dinastia, la cultura umanistica e la propria signoria sulla città.
Attorno al cantiere si raccolsero alcuni dei più importanti artisti e intellettuali dell'epoca:
- Leon Battista Alberti;
- Matteo de' Pasti;
- Agostino di Duccio;
- Piero della Francesca;
- gli umanisti Basinio da Parma e Roberto Valturio.
Il risultato è un edificio unico, nel quale convivono cristianesimo, cultura classica, celebrazione dinastica e pensiero umanistico.
Leon Battista Alberti e la facciata del Tempio Malatestiano
Intorno al 1450 Sigismondo affidò a Leon Battista Alberti il progetto per trasformare completamente l'esterno dell'antica chiesa francescana.
Alberti lavorò prevalentemente da Roma, inviando disegni e precise indicazioni a chi dirigeva materialmente il cantiere a Rimini.
Il suo intervento fu rivoluzionario.
Invece di modificare semplicemente la facciata medievale, Alberti progettò una sorta di grande involucro in pietra attorno alla chiesa esistente.
Il rivestimento esterno, realizzato soprattutto tra il 1450 e il 1460, guarda dichiaratamente all'architettura dell'antica Roma.
L'Arco d'Augusto come modello
Per comprendere la facciata basta passeggiare poche centinaia di metri nel centro di Rimini e osservare l'Arco d'Augusto.
Il grande arco centrale, le semicolonne, lo zoccolo e l'organizzazione complessiva della facciata del Tempio mostrano chiaramente il desiderio di Alberti di recuperare le forme monumentali romane.
Anche il Ponte di Tiberio apparteneva al patrimonio antico che gli umanisti riminesi conoscevano e ammiravano.
Il Tempio Malatestiano è per questo considerato uno dei primi grandi esempi rinascimentali nei quali il linguaggio dell'architettura classica viene applicato a un edificio cristiano.
Le fiancate
Anche i lati dell'edificio sono molto particolari.
Una sequenza regolare di grandi arcate crea un ritmo monumentale che ricorda ancora una volta l'architettura romana.
Il nuovo rivestimento albertiano non coincide perfettamente con i muri dell'antica chiesa: osservando con attenzione è quindi possibile percepire ancora oggi che si tratta di una vera e propria struttura rinascimentale costruita attorno a un edificio medievale precedente.
Perché il Tempio Malatestiano è rimasto incompiuto?
Uno degli elementi più affascinanti del Tempio è proprio ciò che non venne mai costruito.
La parte superiore della facciata rimase incompleta e il grande progetto previsto da Alberti non arrivò mai alla conclusione.
Una celebre medaglia realizzata da Matteo de' Pasti nel 1450 permette di immaginare quale dovesse essere l'aspetto finale.
Il progetto prevedeva infatti una composizione molto più monumentale e soprattutto una grande cupola nella parte terminale della chiesa.
Quella cupola non venne mai realizzata.
I lavori rallentarono drasticamente intorno al 1460-1461, quando i rapporti fra Sigismondo e papa Pio II Piccolomini precipitarono.
Sigismondo venne scomunicato nel 1460 e negli anni successivi perse gran parte dei propri territori e delle proprie risorse economiche.
Alla sua morte, avvenuta nel 1468, il grande progetto era ancora incompleto.
I francescani continuarono successivamente a lavorare sull'edificio per renderlo utilizzabile, ma il sogno rinascimentale di Sigismondo e Alberti non venne mai portato a termine.
L'interno: il Medioevo incontra il Rinascimento
Entrando nel Tempio si avverte immediatamente una differenza rispetto alla facciata.
Se l'esterno di Alberti è rigoroso, classico e monumentale, l'interno conserva una struttura a navata unica con forti elementi gotici.
Oggi la navata è affiancata da otto cappelle e termina nell'ampia abside.
Le sei cappelle quattrocentesche sono caratterizzate da:
- alte balaustre marmoree;
- archi e finestre gotiche;
- marmi policromi;
- statue;
- bassorilievi;
- stemmi e simboli malatestiani.
È proprio questa convivenza fra struttura gotica e nuovo linguaggio rinascimentale a rendere il Tempio così particolare.
L'interno non deve quindi essere interpretato come una versione “non riuscita” della facciata: racconta semplicemente le diverse fasi di un cantiere complesso, iniziato prima dell'intervento di Alberti.
Il Crocifisso di Giotto
Uno dei tesori più importanti del Tempio appartiene in realtà alla chiesa precedente.
Nell'abside è conservato un grande Crocifisso dipinto su tavola da Giotto intorno all'anno 1300.
È la principale opera superstite della decorazione medievale di San Francesco e costituisce una testimonianza fondamentale del rapporto fra Giotto e la scuola pittorica riminese del Trecento.
Il Cristo è rappresentato con un forte senso della corporeità e della sofferenza umana, molto diverso dalle immagini più astratte della tradizione bizantina precedente.
Il Crocifisso ricorda quindi al visitatore una cosa importante: prima di diventare il capolavoro rinascimentale dei Malatesta, questa era già una chiesa importante nella storia artistica di Rimini.
Piero della Francesca: Sigismondo davanti a San Sigismondo
Altro capolavoro assoluto è l'affresco dipinto da Piero della Francesca nel 1451.
L'opera raffigura Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo.
Il signore di Rimini è rappresentato rigorosamente di profilo, secondo un'impostazione che richiama le medaglie e i ritratti dell'antichità.
Sulla destra compaiono due levrieri e, all'interno di un'apertura circolare, è raffigurato Castel Sismondo, la grande residenza-fortezza di Sigismondo.
L'affresco è uno straordinario incontro fra:
- devozione religiosa;
- ritratto politico;
- prospettiva rinascimentale;
- celebrazione della signoria malatestiana.
È una delle opere più importanti di Piero della Francesca conservate in Emilia-Romagna.
Agostino di Duccio e i bassorilievi
Una parte enorme del fascino dell'interno deriva dalle sculture di Agostino di Duccio.
Lo scultore fiorentino lavorò a Rimini per circa un decennio, con le proprie maestranze, realizzando la maggior parte dell'apparato plastico delle cappelle.
Le sue figure hanno uno stile immediatamente riconoscibile: corpi sottili, panneggi mossi dal vento, linee eleganti e una sensazione quasi musicale di movimento.
Fra i soggetti rappresentati troviamo:
- angeli;
- sibille;
- putti;
- virtù;
- pianeti;
- segni zodiacali;
- arti liberali;
- figure allegoriche.
L'organizzazione architettonica e decorativa dell'interno fu invece coordinata soprattutto da Matteo de' Pasti, artista poliedrico e figura centrale della corte di Sigismondo.
Elefanti, iniziali SI, pianeti e simboli: cosa osservare
Visitare il Tempio senza guardare i dettagli significa perdersi metà del racconto.
L'elefante dei Malatesta
Tra i simboli che ricorrono più frequentemente compare l'elefante, emblema associato alla famiglia Malatesta e utilizzato anche come sostegno per alcuni monumenti funerari.
Le iniziali SI
In diversi punti compare il monogramma “SI”, tradizionalmente letto come riferimento a Sigismondo e Isotta.
Il legame fra i due è presente in tutto il programma decorativo del monumento.
La Cappella dei Pianeti
Una delle sezioni più celebri è quella comunemente conosciuta come Cappella dei Pianeti, dove compaiono astri, costellazioni e segni zodiacali scolpiti da Agostino di Duccio.
Queste immagini contribuirono nei secoli alla fama del Tempio come edificio quasi “pagano”.
In realtà il rapporto è molto più complesso: astronomia, arti liberali e rappresentazioni del cosmo erano presenti nell'iconografia cristiana già nel Medioevo, mentre nel Tempio vengono reinterpretate attraverso la cultura umanistica e l'amore rinascimentale per l'antichità.
Il “tempio pagano” di Pio II
Il fortissimo carattere celebrativo dell'edificio non piacque a papa Pio II, grande nemico politico di Sigismondo.
Il pontefice contribuì a diffondere l'immagine del Tempio come monumento eccessivamente dedicato alla gloria personale del Malatesta.
Oggi gli studi propongono una lettura molto più articolata: il Tempio rimane un edificio cristiano, ma costruito attraverso un linguaggio nuovo che fonde religione, classicità e Umanesimo.
Come il Tempio Malatestiano divenne la Cattedrale di Rimini
Per secoli la chiesa continuò a essere legata ai francescani.
La situazione cambiò all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo napoleonico.
Dopo la soppressione del convento francescano e la distruzione dell'antica Cattedrale di Santa Colomba, nel 1809 il titolo di Cattedrale di Rimini venne trasferito all'ex chiesa di San Francesco.
Da allora il Tempio Malatestiano è la Cattedrale della Diocesi di Rimini e porta ufficialmente il titolo di Santa Colomba.
Il 24 giugno 2002 è stato inoltre elevato alla dignità di Basilica minore.
I bombardamenti della Seconda guerra mondiale
La storia travagliata del Tempio non terminò nel Rinascimento.
Durante la Seconda guerra mondiale Rimini subì bombardamenti devastanti e anche la Cattedrale venne colpita pesantemente.
Le bombe:
- scoperchiarono parte dell'edificio;
- distrussero l'abside;
- danneggiarono cappelle e sagrestie;
- frantumarono balaustre e altari;
- danneggiarono bassorilievi e rivestimenti esterni;
- distrussero il vicino ex convento francescano.
La ricostruzione fu possibile anche grazie al contributo del Comitato americano per il restauro dei monumenti.
I lavori principali si conclusero con la riconsacrazione del Tempio nel 1950.
Un nuovo grande intervento di restauro venne poi realizzato in vista del Giubileo del 2000, recuperando anche parte dell'antica policromia delle decorazioni.
Visitare il Tempio Malatestiano: orari e ingresso
Il Tempio Malatestiano si trova nel pieno centro storico di Rimini, a pochi minuti a piedi da piazza Cavour, piazza Tre Martiri e dall'Arco d'Augusto.
Indirizzo:
Via IV Novembre 35
47921 Rimini RN
Ingresso
La visita turistica è libera e gratuita.
Si tratta però prima di tutto di una chiesa e della Cattedrale della città: le visite vengono quindi sospese durante le celebrazioni e, normalmente, a partire da mezz'ora prima della Messa.
Orari indicati dal sito ufficiale
| Giorno | Mattina | Pomeriggio |
|---|---|---|
| Lunedì-Venerdì | 8:30-12:00 | 15:30-18:30 |
| Sabato | 8:30-12:30 | 15:30-19:00 |
| Domenica | 9:00-12:30 | 15:30-18:30 |
Gli orari possono cambiare in occasione di celebrazioni, festività o eventi straordinari: prima di una visita programmata è sempre consigliabile verificare il sito ufficiale.
Quanto tempo serve?
Per una visita veloce possono bastare 30-40 minuti, ma per osservare con attenzione le cappelle, i bassorilievi di Agostino di Duccio, Giotto e Piero della Francesca è meglio calcolare almeno un'ora.
Guida interattiva gratuita
È disponibile anche una guida digitale ufficiale per esplorare il monumento e approfondire le singole cappelle e opere.
Apri la visita guidata interattiva ufficiale del Tempio Malatestiano.
FAQ sul Tempio Malatestiano di Rimini
Perché si chiama Tempio Malatestiano?
Il nome ricorda la famiglia Malatesta e soprattutto Sigismondo Pandolfo Malatesta, che nel Quattrocento trasformò radicalmente la precedente chiesa francescana di San Francesco in un monumento religioso e dinastico.
Chi progettò il Tempio Malatestiano?
La trasformazione coinvolse diversi artisti. Leon Battista Alberti progettò il grande rivestimento esterno rinascimentale; Matteo de' Pasti coordinò gran parte dell'assetto architettonico-decorativo interno e Agostino di Duccio realizzò la maggior parte delle sculture.
Perché il Tempio Malatestiano è incompiuto?
I lavori rallentarono intorno al 1460-1461 a causa della crisi politica ed economica di Sigismondo Pandolfo Malatesta, scomunicato da papa Pio II e privato di gran parte dei propri domini. Alla morte di Sigismondo nel 1468 il progetto non era ancora concluso.
Quali opere famose si trovano nel Tempio Malatestiano?
Tra le opere più importanti ci sono il Crocifisso di Giotto, databile intorno al 1300, l'affresco di Piero della Francesca del 1451 con Sigismondo Pandolfo Malatesta davanti a San Sigismondo e i celebri bassorilievi di Agostino di Duccio.
Il Tempio Malatestiano è la Cattedrale di Rimini?
Sì. L'antica chiesa di San Francesco divenne Cattedrale di Rimini nel 1809 dopo la soppressione del convento francescano e la distruzione dell'antica Cattedrale di Santa Colomba.
Quanto costa visitare il Tempio Malatestiano?
L'ingresso ordinario è gratuito. Le visite turistiche vengono sospese durante le celebrazioni religiose e a partire da circa mezz'ora prima delle Messe.
Quali sono gli orari del Tempio Malatestiano?
Il sito ufficiale indica generalmente apertura dal lunedì al venerdì 8:30-12:00 e 15:30-18:30, il sabato 8:30-12:30 e 15:30-19:00 e la domenica 9:00-12:30 e 15:30-18:30. Gli orari possono variare per celebrazioni ed eventi.
Dove si trova il Tempio Malatestiano?
Si trova in via IV Novembre 35, nel centro storico di Rimini, a breve distanza dall'Arco d'Augusto, da piazza Tre Martiri e da piazza Cavour.