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Rimini, progetto City Vision: 120 nuove telecamere intelligenti per sicurezza urbana e strade più controllate

Rimini punta forte sulla sicurezza urbana e sul controllo della viabilità. La Giunta comunale ha approvato City Vision, un progetto da circa 1 milione di euro che prevede l’installazione di circa 120 nuove telecamere sul territorio comunale, tra lettori targhe e impianti di contesto. L’obiettivo è rafforzare il monitoraggio di strade, quartieri e accessi alla città con sistemi di ultima generazione.

Che cos’è il progetto City Vision

City Vision è un intervento di potenziamento della videosorveglianza che si inserisce in un percorso già avviato da tempo dall’amministrazione comunale. Oggi la rete cittadina conta più di 300 telecamere, di cui una parte dedicata alla lettura targhe. Con City Vision, il numero di occhi elettronici salirà sensibilmente, con una particolare attenzione alle principali direttrici stradali.

Il progetto è diviso in due lotti:

  • lotto “OCR” – dedicato ai sistemi di lettura targhe con intelligenza artificiale, per il controllo degli accessi, delle corsie e delle violazioni al Codice della strada;
  • lotto “contesto” – dedicato alle telecamere che riprendono piazze, incroci e aree sensibili, per supportare il presidio del territorio e le indagini delle forze dell’ordine.

Una parte importante delle risorse arriva dai proventi delle sanzioni stradali, come previsto dall’articolo 208 del Codice della Strada, reinvestiti proprio in interventi legati a sicurezza, prevenzione e controllo.rimini strade pexels paolobrt 15151086

Come funzioneranno le nuove telecamere

Le nuove telecamere OCR saranno in grado di leggere automaticamente le targhe dei veicoli in transito, incrociando i dati con le banche dati abilitate per individuare mezzi non assicurati, non revisionati o collegati a reati. Un supporto prezioso non solo per la Polizia Locale ma anche per le altre forze di polizia.

Gli impianti di contesto, invece, avranno il compito di monitorare incroci e spazi pubblici, registrando immagini utili a ricostruire incidenti stradali, episodi di microcriminalità, atti vandalici e situazioni di degrado.

Tutti i flussi confluiranno in una cabina di regia centralizzata, con possibilità di accesso regolamentato da parte degli operatori autorizzati. L’obiettivo non è solo “moltiplicare le telecamere”, ma costruire un sistema integrato capace di dialogare con i progetti già avviati, come Transit OK e altri interventi finanziati dal Ministero dell’Interno.

Dove saranno installate: le aree più sensibili

Secondo le prime indicazioni, le nuove telecamere saranno distribuite su Rimini nord e sud, lungo la statale 16, in prossimità dei caselli autostradali e nelle zone di accesso ai quartieri più popolosi.

Particolare attenzione sarà dedicata a:

  • ingressi in città, con lettori targhe per monitorare flussi di traffico e mezzi in transito;
  • incroci critici dove si registrano più incidenti o infrazioni;
  • zone periferiche che hanno chiesto maggiore presidio, anche in chiave anti-abbandono rifiuti;
  • aree di interscambio tra mare e monte, parcheggi e nodi della mobilità pubblica.

Non si tratta quindi solo del “centro vetrina”, ma di un rafforzamento lungo tutto l’anello esterno della città, con l’idea di costruire un quadro più completo degli spostamenti e delle criticità.

Sicurezza, multe e privacy: cosa cambia davvero

Ogni volta che si parla di nuove telecamere nasce la doppia domanda: “a cosa servono?” e “cosa succede ai dati?”.

Sul primo fronte, City Vision viene presentato come strumento per:

  • prevenire e indagare reati grazie a immagini più capillari e nitide;
  • migliorare la sicurezza stradale individuando violazioni e situazioni pericolose;
  • intervenire più rapidamente in caso di incidenti o emergenze.

Sul secondo fronte, il Comune è tenuto a rispettare in modo rigoroso il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR), definendo tempi di conservazione, modalità di accesso e finalità precise con cui le immagini possono essere usate. Questo significa che il sistema non può trasformarsi in una “telecamera h24 sulla vita dei cittadini”, ma deve rimanere uno strumento mirato per sicurezza e viabilità, sotto il controllo delle autorità competenti.

City Vision e le strategie di sicurezza per i prossimi anni

City Vision non nasce nel vuoto. Si aggancia a un percorso che negli ultimi anni ha visto l’amministrazione investire su:

  • nuovi impianti di videosorveglianza in centro e nei quartieri;
  • progetti ministeriali per il controllo dei transiti e delle principali arterie;
  • accordi Regione–Comune sulla sicurezza integrata nei territori urbani.

I prossimi due anni saranno decisivi per capire come questi sistemi si tradurranno in benefici percepiti dai cittadini: meno incidenti, più controlli sui veicoli irregolari, più supporto alle indagini. Un aspetto altrettanto importante sarà la capacità di comunicare in modo trasparente l’uso degli impianti, per evitare che la tecnologia venga percepita come pura “multa automatica”.

Rimini, insomma, si candida a essere una città dove il ricorso alle tecnologie non sostituisce il presidio umano, ma lo affianca, con l’idea di rendere più sicuro – e un po’ più ordinato – il vivere quotidiano tra centro, mare e periferie.