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Ex Delfinario di Rimini: perché ha chiuso e cosa diventerà

Il Delfinario di Rimini è chiuso e non ospita più delfini né spettacoli. La storica struttura di Marina Centro, aperta nel 1968 vicino al porto e per decenni simbolo delle vacanze riminesi, cessò definitivamente l'attività nel 2017. I quattro delfini che vi vivevano erano già stati sequestrati nel 2013 e trasferiti all'Acquario di Genova. Oggi si parla quindi di ex Delfinario di Rimini e per l'edificio è previsto un futuro completamente diverso, dedicato alla tutela e alla conoscenza del mare.

Storico Delfinario di Rimini prima della chiusura
Il vecchio Delfinario di Rimini, per decenni una delle attrazioni turistiche di Marina Centro.

Chi arriva su questa pagina cercando orari, prezzi o biglietti del Delfinario di Rimini deve quindi sapere che queste informazioni non sono più valide: la struttura non è visitabile come delfinario e non vengono più organizzati spettacoli con cetacei.

Il Delfinario di Rimini è ancora aperto?

No. Il Delfinario di Rimini è chiuso dal 2017. Non è quindi possibile acquistare biglietti, assistere a spettacoli o visitare le vecchie vasche come attrazione turistica.

L'edificio esiste ancora sul lungomare di Marina Centro, nei pressi di piazzale Boscovich e del porto canale, ma viene ormai indicato ufficialmente come ex Delfinario.

La struttura è da anni al centro di un progetto di riqualificazione che dovrebbe trasformarla in un polo dedicato alla conoscenza e alla tutela dell'ambiente marino.

La storia del Delfinario di Rimini

Il Delfinario di Rimini aprì nel 1968, in una posizione particolarmente suggestiva a pochi passi dalla spiaggia e dal porto.

Per quasi mezzo secolo fu una delle attrazioni turistiche più conosciute della città.

Generazioni di bambini e famiglie ricordano la grande vasca, gli spalti e gli spettacoli durante i quali i delfini eseguivano salti ed esercizi davanti al pubblico.

Nel corso degli anni la struttura ospitò diversi cetacei, alcuni dei quali nati proprio a Rimini.

Accanto agli spettacoli vennero realizzati anche acquari e percorsi divulgativi dedicati alla fauna marina e fluviale, con pesci, molluschi, crostacei, testuggini e altri organismi acquatici.

Per molti anni fu presente anche una mostra dedicata ai cetacei, realizzata in collaborazione con il CNR – Istituto di Scienze Marine.

Quella che per decenni era stata presentata essenzialmente come un'attività di intrattenimento sarebbe però diventata, negli anni Duemila, oggetto di un dibattito sempre più acceso sulle condizioni di vita dei cetacei in cattività.

2013: il sequestro dei quattro delfini

La svolta arrivò nell'estate del 2013.

Dopo un'ispezione effettuata dal Corpo Forestale dello Stato con funzionari ed esperti dei Ministeri dell'Ambiente e della Salute, furono contestate diverse irregolarità nella gestione della struttura.

Tra le criticità indicate dagli investigatori figuravano:

  • spazi ritenuti inadeguati alle esigenze dei tursiopi;
  • mancanza di zone sufficientemente protette dal sole e dalla vista del pubblico;
  • carenze nelle vasche destinate a quarantena e trattamenti veterinari;
  • problemi relativi alla gestione e al trattamento degli animali;
  • mancanza dei requisiti richiesti per la licenza di giardino zoologico.

La Procura della Repubblica di Rimini aprì un'indagine per maltrattamento di animali.

Nel settembre 2013 il giudice dispose il sequestro preventivo dei quattro delfini presenti nella struttura.

Era un provvedimento eccezionale: secondo il Corpo Forestale si trattava del primo sequestro in Europa di delfini disposto nell'ambito di un'indagine per questo tipo di reato.

Che fine hanno fatto i delfini del Delfinario di Rimini?

I quattro tursiopi si chiamavano Alfa, Sole, Luna e Lapo.

Si trattava di una madre e dei suoi tre figli.

Tra il 13 e il 14 settembre 2013 vennero prelevati dalla vasca riminese e trasferiti con un trasporto speciale per oltre 400 chilometri fino all'Acquario di Genova.

Veterinari ed esperti seguirono tutte le operazioni di trasferimento e gli animali furono inizialmente sistemati in vasche separate e non accessibili al pubblico per consentire controlli medici e un graduale adattamento.

Il sequestro, inizialmente preventivo, sarebbe poi diventato confisca definitiva.

I quattro animali non tornarono quindi più al Delfinario di Rimini.

Il processo per maltrattamento degli animali

Alla vicenda amministrativa si affiancò un lungo procedimento penale.

Nel 2019 il Tribunale di Rimini pronunciò le prime condanne nell'ambito del processo relativo alle condizioni in cui erano stati mantenuti i delfini.

Il procedimento proseguì in appello e infine in Cassazione.

Nel gennaio 2022 la Corte di Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso dell'ex direttore della struttura, rendendo definitiva la sua condanna per maltrattamento di animali e la confisca dei quattro tursiopi.

La veterinaria coinvolta nel procedimento era stata invece assolta in appello.

La vicenda del Delfinario di Rimini è diventata così uno dei casi italiani più importanti nel dibattito sulla gestione dei cetacei in cattività.

2017: la chiusura definitiva del Delfinario

Dopo il trasferimento dei delfini nel 2013, la struttura non chiuse immediatamente.

Negli anni successivi continuò infatti l'attività utilizzando soprattutto leoni marini.

Il Delfinario di Rimini negli anni precedenti alla chiusura
La struttura continuò l'attività per alcuni anni dopo il trasferimento dei delfini, ospitando anche leoni marini.

La storia del Delfinario terminò però definitivamente nell'estate del 2017.

Il Comune di Rimini contestò la presenza di opere realizzate sulla base di titoli e autorizzazioni temporanee ormai scaduti e la struttura non ottenne i permessi necessari per riaprire.

Quella del 2017 fu quindi la prima estate dal 1968 senza attività nel Delfinario.

La chiusura, inizialmente presentata anche come potenzialmente temporanea, divenne di fatto definitiva.

Nel gennaio 2018 venne inoltre dichiarato il fallimento della società che aveva gestito la struttura.

Cosa diventerà l'ex Delfinario di Rimini?

Il progetto elaborato negli anni successivi è quasi l'esatto opposto della funzione originaria dell'edificio.

L'ex Delfinario è destinato a diventare un luogo dedicato non più agli spettacoli con animali, ma alla conoscenza, alla ricerca e alla tutela dell'ambiente marino.

Nel 2020 la struttura è stata affidata in concessione a Fondazione Cetacea e Club Nautico Rimini.

Il progetto prevede la realizzazione di:

  • un ospedale per il recupero delle tartarughe marine;
  • spazi educativi e divulgativi dedicati al mare Adriatico;
  • attività di ricerca e conservazione;
  • iniziative di educazione ambientale;
  • attività della scuola di mare del Club Nautico;
  • spazi destinati alla conoscenza degli ecosistemi marini.

Per Fondazione Cetacea il nuovo centro permetterebbe inoltre di aumentare significativamente la capacità di recupero e cura delle tartarughe marine ferite o in difficoltà.

Il progetto ha ottenuto negli anni diversi passaggi autorizzativi, ma l'avvio della ristrutturazione si è rivelato molto più complicato del previsto.

Ex Delfinario di Rimini: situazione aggiornata al 2026

Nonostante i progetti annunciati negli anni scorsi, nell'estate 2026 l'ex Delfinario non è ancora stato riaperto.

La riqualificazione ha incontrato una lunga serie di problemi burocratici e urbanistici, in particolare per la presenza di vecchie opere edilizie non regolarizzate e per le norme che regolano gli edifici situati sull'arenile.

L'approvazione del nuovo Piano dell'Arenile di Rimini nel 2025 avrebbe dovuto creare le condizioni per superare almeno parte di questi ostacoli.

Il percorso, tuttavia, è ancora in corso.

Aggiornamento agosto 2026: a sei anni dall'affidamento a Fondazione Cetacea e Club Nautico Rimini, la ristrutturazione dell'ex Delfinario non è ancora partita. I concessionari hanno chiesto una proroga della concessione, in scadenza alla fine del 2026, per poter finalmente realizzare il progetto.

Il progetto dell'ospedale delle tartarughe e centro dedicato al mare rimane quindi previsto, ma al momento non è opportuno indicare una data certa di apertura.

I delfini sono ancora davanti a Rimini, ma in mare aperto

C'è infine una curiosa coincidenza che chiude idealmente il cerchio della storia.

A Rimini non c'è più un delfinario, ma i delfini continuano a vivere nelle acque dell'Adriatico davanti alla città.

Nel giugno 2026 un gruppo di ricerca impegnato nel progetto Delfini Metropolitani – Adriatico ha osservato almeno una ventina di tursiopi al largo della costa tra Rimini e Cattolica, oltre ad altri esemplari incontrati in mare aperto.

Nei primi anni del progetto i ricercatori hanno foto-identificato 59 esemplari e gli studi indicano la presenza di un gruppo residente nell'area.

Sono stati osservati anche diversi cuccioli.

È un'immagine molto diversa da quella che per quasi cinquant'anni ha caratterizzato il lungomare riminese: non più delfini che saltano all'interno di una vasca per il pubblico, ma animali studiati e osservati nel loro ambiente naturale.

FAQ sull'ex Delfinario di Rimini

Il Delfinario di Rimini è aperto?

No. Il Delfinario di Rimini è chiuso definitivamente dal 2017 e non è più possibile visitarlo come attrazione turistica.

Ci sono ancora i delfini al Delfinario di Rimini?

No. I quattro delfini Alfa, Sole, Luna e Lapo furono sequestrati nel settembre 2013 e trasferiti all'Acquario di Genova. La loro confisca è successivamente diventata definitiva.

Perché è stato chiuso il Delfinario di Rimini?

La storia della chiusura comprende due vicende differenti. Nel 2013 i quattro delfini furono sequestrati nell'ambito di un'indagine per maltrattamento; la struttura continuò poi per alcuni anni con altri animali. Nel 2017 non riaprì a causa di problemi relativi alle autorizzazioni edilizie e demaniali.

Quando ha aperto il Delfinario di Rimini?

La struttura aprì nel 1968 nei pressi del porto canale e di piazzale Boscovich e rimase per quasi cinquant'anni una delle attrazioni turistiche di Marina Centro.

Dove si trovava il Delfinario?

Il Delfinario si trovava sul lungomare di Marina Centro, vicino a piazzale Boscovich, alla spiaggia libera e all'ingresso del porto canale di Rimini. L'edificio esiste ancora ed è comunemente indicato come ex Delfinario.

Cosa diventerà l'ex Delfinario di Rimini?

Il progetto prevede la trasformazione della struttura in un centro educativo, scientifico e ricreativo dedicato al mare, con il nuovo ospedale per le tartarughe marine di Fondazione Cetacea e attività del Club Nautico Rimini.

Quando aprirà il nuovo centro nell'ex Delfinario?

Al momento non esiste una data certa. Nell'agosto 2026 la riqualificazione risulta ancora in attesa di partire e Fondazione Cetacea e Club Nautico hanno chiesto una proroga della concessione.

Ci sono delfini nel mare di Rimini?

Sì. Il tursiope è presente nell'Adriatico e progetti di ricerca hanno documentato gruppi residenti anche al largo della costa tra Rimini e Cattolica.


Fonti e approfondimenti