Teatro Galli di Rimini: storia, bombardamento, ricostruzione e visite
Il Teatro Amintore Galli di Rimini, affacciato su Piazza Cavour, è uno dei luoghi simbolo della città. Progettato dall'architetto Luigi Poletti e inaugurato nel 1857 con Aroldo di Giuseppe Verdi, fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e rimase senza la sua sala teatrale per ben 75 anni. Dopo una lunga e complessa ricostruzione, il sipario è tornato ad alzarsi il 28 ottobre 2018.
Teatro Galli di Rimini: informazioni rapide
- Nome: Teatro Amintore Galli
- Dove: Piazza Cavour 22, Rimini
- Architetto: Luigi Poletti
- Inizio dei lavori: 17 marzo 1843
- Prima inaugurazione: 16 agosto 1857
- Opera inaugurale: Aroldo di Giuseppe Verdi
- Primo nome: Teatro Nuovo
- Dal 1859: Teatro Vittorio Emanuele II
- Dal 1947: Teatro Amintore Galli
- Bombardamento: 28 dicembre 1943
- Riapertura: 28 ottobre 2018
- Posti attuali: circa 826
Il progetto di Luigi Poletti
La storia del nuovo teatro cittadino iniziò ufficialmente il 15 maggio 1841, quando il Comune di Rimini affidò il progetto all'architetto modenese Luigi Poletti, nato nel 1792 e formatosi nell'ambiente della scuola neoclassica romana.
Poletti era anche ingegnere dello Stato Pontificio e aveva già maturato una notevole esperienza nell'architettura monumentale.
Per Rimini immaginò qualcosa di più di una semplice sala per spettacoli: un vero e proprio “tempio della musica”, ispirato alla monumentalità dell'architettura classica greco-romana.
Il teatro avrebbe inoltre completato scenograficamente Piazza della Fontana, l'attuale Piazza Cavour, diventando uno degli edifici più rappresentativi della città ottocentesca.
I disegni originali perduti
Sei tavole originali del progetto, depositate a Rimini il 29 gennaio 1842, andarono purtroppo perdute in seguito ai danni causati dal terremoto del 1916 agli uffici comunali.
Per ricostruire con precisione l'aspetto immaginato da Poletti sono risultate quindi preziose:
- sei fotografie realizzate da Luigi Perilli intorno al 1900;
- cinque disegni acquerellati del progetto;
- documenti d'archivio;
- rilievi delle parti originali sopravvissute.
Questa documentazione sarebbe diventata fondamentale più di un secolo dopo, quando Rimini decise di ricostruire integralmente il teatro.
La costruzione del Teatro: dal 1843 al 1857
Il 17 marzo 1843 i lavori furono consegnati all'appaltatore riminese Pietro Bellini.
Il nuovo edificio venne innestato sull'avancorpo dell'antico fabbricato settecentesco dei Forni, già presente sul lato di Piazza Cavour.
Le principali opere murarie furono completate nel 1846 e collaudate nel 1852, ma il cantiere procedette più lentamente del previsto.
I costi erano infatti aumentati notevolmente e il Comune dovette contrarre debiti per completare l'opera. Dopo una fase di rallentamento, i lavori ripresero nella primavera del 1854.
Poletti volle utilizzare maestranze di grande qualità per stucchi e decorazioni.
Al pittore Francesco Coghetti venne inoltre commissionato il grande sipario storico raffigurante Cesare mentre attraversa il Rubicone, soggetto inevitabilmente legato alla storia della città.
Dopo circa quattordici anni di lavori, Rimini aveva finalmente il proprio nuovo grande teatro.
1857: Giuseppe Verdi inaugura il Teatro con Aroldo
La prima inaugurazione avvenne nell'estate del 1857.
Il nuovo edificio si chiamava allora semplicemente Teatro Nuovo.
Per l'occasione arrivò a Rimini un protagonista assoluto della musica europea: Giuseppe Verdi.
Il 16 agosto 1857 debuttò sul palcoscenico riminese Aroldo, opera in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave.
Il legame fra il Galli e Aroldo è particolarmente importante: Verdi rielaborò per l'occasione il precedente Stiffelio, aggiungendo un nuovo atto e spostando l'ambientazione nella Scozia medievale.
L'opera venne preparata espressamente per l'inaugurazione del teatro riminese.
La presenza dello stesso Verdi rese quella stagione uno degli eventi culturali più importanti della Rimini ottocentesca.
Nel 1859, appena due anni più tardi, il teatro fu dedicato a Vittorio Emanuele II.
Un teatro all'italiana diverso dagli altri
Luigi Poletti partì dalla tradizione del teatro all'italiana, basato su platea, palchi sovrapposti e loggione, ma introdusse soluzioni decisamente innovative.
La grande sala comprendeva originariamente:
- quattro ordini;
- 23 palchi per ordine;
- oltre mille posti complessivi;
- un primo ordine di palchi insolitamente alto;
- grandi colonne corinzie;
- un ampio loggione;
- ampie scale circolari nel foyer.
Una delle caratteristiche più insolite era l'assenza del palco reale, elemento normalmente presente nei grandi teatri ottocenteschi.
Le gigantesche colonne corinzie della sala sostenevano direttamente la balaustra del loggione, conferendo all'interno una monumentalità che ricordava quella di un tempio classico.
Proprio per queste caratteristiche il Teatro di Rimini viene considerato uno dei capolavori di Poletti e uno degli esempi più interessanti dell'architettura teatrale italiana della prima metà dell'Ottocento.
Dal gas all'elettricità
In origine il teatro era illuminato a gas.
L'impianto elettrico arrivò soltanto nel Novecento, in occasione degli importanti lavori effettuati dopo il terremoto del 1916.
Il terremoto del 1916 e la chiusura
Nel 1916 una forte sequenza sismica colpì Rimini e provocò danni anche al teatro.
L'edificio venne chiuso e rimase inutilizzato per diversi anni.
Durante i lavori di consolidamento furono introdotte anche alcune importanti trasformazioni:
- installazione dell'impianto elettrico;
- sostituzione del lampadario;
- realizzazione del golfo mistico per l'orchestra;
- riduzione della profondità del palcoscenico.
Il Teatro riaprì nel 1923 con Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai.
Per questa nuova inaugurazione venne realizzato anche un secondo sipario, raffigurante Paolo e Francesca nell'atto di baciarsi.
Tra il 1928 e il 1931 l'architetto Gaspare Rastelli completò inoltre il Ridotto e la galleria al piano superiore utilizzando un linguaggio neoclassico.
28 dicembre 1943: il bombardamento del Teatro Galli
Negli anni Trenta il teatro viveva una stagione lirica particolarmente intensa.
L'ultima opera rappresentata prima della distruzione fu la Madama Butterfly di Giacomo Puccini, nella primavera del 1943.
Pochi mesi più tardi arrivò la guerra.
Il 28 dicembre 1943, durante uno dei bombardamenti alleati che devastarono Rimini, una bomba colpì direttamente il teatro.
Crollò il tetto della sala e l'edificio subì danni gravissimi.
La distruzione non fu però immediatamente totale: alcune parti della sala erano ancora in piedi dopo il bombardamento.
Il resto lo fecero purtroppo gli anni immediatamente successivi.
Saccheggi e demolizioni nel dopoguerra
Nella città devastata, dove migliaia di persone avevano perso la casa, il teatro venne prima occupato dai militari e poi progressivamente spogliato di arredi, mobili, lampadari e materiali.
Elementi dell'edificio furono recuperati e riutilizzati per contribuire alla ricostruzione delle abitazioni distrutte.
La sala e il palcoscenico andarono così quasi completamente perduti, mentre il foyer polettiano rimase la parte meglio conservata.
Perché si chiama Teatro Amintore Galli?
Nel 1947, quando il teatro era ormai semidistrutto, l'edificio venne intitolato al compositore e musicologo Amintore Galli.
Galli era nato nel 1845 e morì nel 1919. Fu compositore, critico musicale e docente e raggiunse grande notorietà anche come autore della musica dell'Inno dei lavoratori, scritto su testo di Filippo Turati.
Da quel momento il vecchio Teatro Vittorio Emanuele II divenne ufficialmente il Teatro Amintore Galli.
Settantacinque anni senza il Teatro Galli
Per generazioni di riminesi il Galli rimase un teatro soltanto nella memoria.
Il foyer sopravvisse, mentre al posto della sala distrutta venne realizzata nel dopoguerra una struttura utilizzata anche come palestra.
Per molto tempo si discusse su cosa fare.
Ricostruire il teatro com'era?
Realizzare un edificio completamente nuovo?
Conservare le rovine?
Il dibattito coinvolse amministrazioni, studiosi, architetti e cittadini e proseguì per decenni.
Tra il 1997 e il 2001 vennero realizzati primi interventi parziali, ma il vero percorso verso la rinascita iniziò nel decennio successivo.
La ricostruzione del Teatro Galli
Dal 2010 prese avvio il grande intervento di restauro, consolidamento e ricostruzione.
Tra il 2010 e il 2015 venne restaurato in particolare il foyer storico, adeguandolo alle normative contemporanee ma salvaguardando le parti polettiane.
Durante questi lavori venne completata anche la Sala Balletto al secondo sottotetto: era già stata prevista da Poletti nell'Ottocento, ma non era mai stata terminata.
Il 28 marzo 2015 il foyer restaurato tornò a disposizione della città.
Nel frattempo procedeva la fase più ambiziosa: ricostruire sala e palcoscenico seguendo il progetto originario di Luigi Poletti.
Una ricostruzione filologica, ma con tecnologia moderna
Per riprodurre il più fedelmente possibile il teatro ottocentesco furono studiati:
- disegni e acquerelli di Poletti;
- fotografie storiche;
- documentazione d'archivio;
- parti originali conservate;
- materiali e tecniche decorative dell'Ottocento.
Dietro l'aspetto storico si nasconde però una macchina teatrale completamente contemporanea.
Impianti audio e video, illuminazione scenica, climatizzazione, sicurezza e meccanica di scena sono stati progettati per permettere al nuovo Galli di ospitare lirica, musica, prosa e danza secondo gli standard moderni.
La sala ricostruita dispone oggi di circa 826 posti, distribuiti tra platea, ordini di palchi e loggione.
28 ottobre 2018: dopo 75 anni il Teatro Galli riapre
Il momento atteso da Rimini per tre generazioni arrivò finalmente il 28 ottobre 2018.
Erano trascorsi esattamente 75 anni dal bombardamento che aveva interrotto la vita del teatro.
Ad alzare nuovamente il sipario fu una delle grandi interpreti della lirica internazionale: il mezzosoprano Cecilia Bartoli, di origini riminesi.
Bartoli interpretò La Cenerentola di Gioachino Rossini in forma semiscenica, accompagnata dai Musiciens du Prince.
La scelta della fiaba di Cenerentola aveva anche un significato simbolico evidente: dopo decenni di abbandono, distruzione, progetti e polemiche, il vecchio teatro tornava finalmente al centro della vita culturale cittadina.
Poche settimane dopo, il 10 dicembre 2018, tornò al Galli anche la grande opera lirica in forma scenica con il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sotto il Teatro Galli ci sono duemila anni di storia
La ricostruzione ha regalato anche una sorpresa che nessuno spettatore ottocentesco avrebbe potuto immaginare.
Gli scavi archeologici effettuati sotto la sala hanno infatti portato alla luce resti e mosaici appartenenti a diverse fasi della storia di Rimini.
La stratificazione documenta l'evoluzione di quest'area urbana dall'antica Ariminum romana fino al Medioevo e all'età moderna.
Per valorizzare i ritrovamenti è stato creato sotto la platea il Galli Multimediale, inaugurato nel dicembre 2018.
Il percorso combina:
- resti archeologici;
- mosaici;
- pannelli e ricostruzioni;
- strumenti multimediali;
- una narrazione della storia urbana di Rimini;
- una sezione dedicata al teatro all'italiana;
- approfondimenti su Luigi Poletti e Giuseppe Verdi.
È quindi possibile trovarsi seduti in platea sopra un'area che conserva testimonianze di quasi duemila anni precedenti alla costruzione del teatro.
Come visitare il Teatro Galli
Non è necessario acquistare il biglietto per uno spettacolo per entrare e conoscere il teatro.
I Musei Comunali di Rimini organizzano visite guidate al Teatro Galli secondo un calendario aggiornato periodicamente in funzione degli spettacoli e delle attività della sala.
Il percorso permette normalmente di vedere:
- il foyer;
- la platea;
- il Ridotto;
- gli ambienti storici e ricostruiti;
- gli elementi architettonici progettati da Poletti.
Visite guidate – informazioni attualmente indicate dal Teatro Galli
- Durata: circa 45 minuti
- Prezzo: 5 € a persona
- Bambini fino a 6 anni: gratis
- Gruppi: massimo 20 partecipanti
- Prenotazione: richiesta
Il calendario viene aggiornato di mese in mese, quindi è meglio verificare le date disponibili prima di recarsi a Rimini.
Consulta il calendario ufficiale delle visite guidate al Teatro Galli.
Dove si trova
Teatro Amintore Galli
Piazza Cavour 22
47921 Rimini
La posizione permette facilmente di inserire la visita in una passeggiata nel centro storico, insieme a Piazza Cavour, Castel Sismondo, il Tempio Malatestiano, Piazza Tre Martiri e il Ponte di Tiberio.
Virtual tour
Il Teatro mette inoltre a disposizione un tour virtuale che permette di esplorare foyer, platea, ordini dei palchi, loggione, Sala Ressi, Sala Musica, Sala Balletto e area archeologica.
FAQ sul Teatro Galli di Rimini
Quando è stato costruito il Teatro Galli?
I lavori iniziarono il 17 marzo 1843 e proseguirono fino al 1857 su progetto dell'architetto Luigi Poletti.
Con quale opera fu inaugurato il Teatro Galli?
Il Teatro Nuovo di Rimini fu inaugurato il 16 agosto 1857 con Aroldo di Giuseppe Verdi, opera preparata appositamente per la nuova sala riminese.
Quando fu distrutto il Teatro Galli?
Il teatro venne gravemente colpito durante il bombardamento aereo del 28 dicembre 1943. Il tetto della sala crollò e nel dopoguerra saccheggi e ulteriori demolizioni provocarono la perdita di gran parte della sala e del palcoscenico.
Quando è stato ricostruito il Teatro Galli?
Dopo vari interventi e una lunga fase progettuale, la ricostruzione filologica della sala e del palcoscenico è stata completata nel 2018, utilizzando la documentazione originale di Luigi Poletti e adeguando la struttura alle moderne esigenze tecniche e di sicurezza.
Quando ha riaperto il Teatro Galli?
Il Teatro Galli ha riaperto il 28 ottobre 2018, esattamente 75 anni dopo la distruzione bellica, con Cecilia Bartoli protagonista della Cenerentola di Rossini.
Perché si chiama Amintore Galli?
Il teatro venne intitolato nel 1947 ad Amintore Galli, compositore, musicologo e critico musicale vissuto tra il 1845 e il 1919.
Quanti posti ha il Teatro Galli?
Il teatro ricostruito dispone oggi di circa 826 posti. La sala ottocentesca originaria poteva accogliere più di mille spettatori.
Si può visitare il Teatro Galli senza vedere uno spettacolo?
Sì. I Musei Comunali di Rimini organizzano visite guidate secondo un calendario aggiornato periodicamente. La visita dura circa 45 minuti e consente normalmente di vedere foyer, platea e Ridotto.
Quanto costa la visita guidata al Teatro Galli?
Il Teatro indica attualmente un costo di 5 euro a persona, con ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni. È consigliabile verificare sempre eventuali variazioni sul sito ufficiale.
Cosa c'è sotto il Teatro Galli?
Sotto la platea si trova un'area archeologica con resti e mosaici emersi durante gli scavi. Il percorso multimediale racconta la storia dell'area dall'antica Rimini romana fino alla costruzione del teatro ottocentesco.