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Chiesa di Santa Rita a Rimini: storia, San Marino e cosa vedere

I riminesi la chiamano tutti «la chiesa di Santa Rita», ma il suo nome è un altro: Santi Bartolomeo e Marino. Sorge in fondo a via Castelfidardo, a pochi passi dal mercato comunale coperto, e custodisce una storia che lega Rimini alla Repubblica di San Marino.

La facciata della chiesa di Santa Rita, ovvero dei Santi Bartolomeo e Marino, a Rimini
Semplice e solida, la chiesa si affaccia su un piazzale nato da uno sventramento bellico: lì sorgeva una caserma ottocentesca polverizzata dai bombardamenti del 1943.

Alla base di tutto c'è la leggenda di Marino, lo scalpellino dalmata che secondo la tradizione diede il nome al Monte Titano.

La leggenda di Leo e Marino

Le origini del culto risalgono all'età di Diocleziano, imperatore ostile ai cristiani e restauratore delle mura della Rimini augustea.

Secondo la tradizione, ai lavori sulle mura parteciparono due muratori e tagliatori di pietre della Dalmazia, Leo e Marino, convertiti al cristianesimo pochi anni prima. I due non si limitarono a lavorare: riuscirono a convertire buona parte dei riminesi e degli operai, allora ancora devoti agli dèi romani e greci. Marino divenne diacono per mano del vescovo San Gaudenzo, oggi patrono di Rimini.

Terminato il lavoro, Leo si fece eremita sul monte Feltrio — che da lui prese il nome di San Leo — mentre Marino rimase a Rimini dodici anni, fino a quando dovette fuggire dalle autorità che avevano scoperto la sua conversione.

Il miracolo del Monte Titano

Diventato eremita sul Monte Titano, Marino conobbe Felicissima, nobildonna romana, il cui figlio Verissimo si opponeva duramente al giovane straniero.

Quando Verissimo fu colto da un'improvvisa crisi che lo lasciò paralizzato, Felicissima promise a Marino il monte purché pregasse per la salvezza del figlio. Il ragazzo guarì, e il monte fu donato a Marino: da lui prese il nome. Marino morì il 3 settembre 366.

La notizia dei miracoli si diffuse in città e, quando il cristianesimo fu riconosciuto dalle autorità, i riminesi eressero una cappella addossata alle mura che Marino aveva restaurato, accanto a una sorgente che secondo la tradizione lo stesso Marino aveva scavato.

Un dettaglio che sfugge: quella sorgente esiste ancora oggi, all'interno del chiostro. La chiesa fu costruita proprio sopra di essa.

Dalla cappella alla chiesa di oggi

La cappella originaria dedicata a San Marino risale al V secolo; la chiesa vera e propria fu fondata nel XII secolo sullo stesso sito ed era officiata da religiose.

Nel 1464 subentrarono i Canonici Regolari Lateranensi, che intervennero sul monastero e costruirono a fianco un chiostro e un grande orto. L'ordine fu soppresso nel 1797 con l'arrivo di Napoleone: l'edificio venne trasformato in caserma e spogliato di molte opere d'arte e oggetti sacri.

La chiesa poté riaprire nel 1805, assumendo il nome di Santi Bartolomeo e Marino: la parrocchiale di San Bartolomeo, che sorgeva accanto all'Arco d'Augusto ed era ormai piccola e cadente, era stata soppressa, e titolo e funzioni furono trasferiti qui.

Il nome popolare arrivò molto dopo. Con la collocazione di una statua di Santa Rita da Cascia, i riminesi cominciarono a chiamarla semplicemente «la chiesa di Santa Rita», e così è rimasta.

Terremoti e ricostruzioni

La chiesa, come tutta la città, ha pagato caro il conto sismico: i terremoti del 1672, 1786, 1875 e 1916 l'hanno danneggiata a più riprese. A questi si sono aggiunte le distruzioni dei conflitti mondiali.

L'ultimo restauro risale al 2005, finanziato in parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Cosa vedere all'interno

Il coro ligneo, il pezzo forte

È un raro esempio dell'arte dell'intarsio: ventidue seggi in noce realizzati tra il 1494 e il 1496 da maestranze di origine veneta o modenese.

Vale la pena guardarlo da vicino. Sugli schienali, ripartiti in due registri, sono rappresentati scorci cittadini — forse la Rimini del tempo — e nature morte di notevole finezza. Il coro è stato segnalato tra i Luoghi del Cuore del FAI.

Dipinti e affreschi

  • Scene della vita di San Marino, dipinte nel 1595 dal marchigiano Giorgio Picchi;
  • gli affreschi delle volte, attribuiti ora allo stesso Picchi ora al bolognese Bartolomeo Cesi;
  • San Michele Arcangelo che vince il demonio, del riminese Giovanni Laurentini detto l'Arrigoni;
  • sull'altare maggiore, una copia del Martirio di San Bartolomeo di Jusepe de Ribera.

Sculture e arredi

  • il crocifisso ligneo sopra uno degli altari laterali, attribuito a uno scultore tedesco del primo Cinquecento;
  • il gruppo scultoreo in gesso di Antonio Trentanove, di forme baroccheggianti, che ricorda il passaggio di papa Pio VI: il pontefice soggiornò nell'attiguo convento durante il viaggio verso Vienna;
  • l'organo settecentesco.

Dove si trova

La chiesa sorge in piazza Gramsci 1, in fondo a via Castelfidardo, una strada diritta tracciata nel Cinquecento. Per secoli questa è stata una zona periferica e poco abitata nonostante la vicinanza al centro; oggi è più viva, soprattutto grazie al mercato coperto costruito accanto, sull'area dell'ex convento di San Francesco.

Per orari delle celebrazioni e visite conviene contattare direttamente la parrocchia.

Domande frequenti

Come si chiama davvero la chiesa di Santa Rita a Rimini?

Il nome ufficiale è chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino. «Santa Rita» è il nome popolare, entrato nell'uso dopo la collocazione di una statua di Santa Rita da Cascia.

Che rapporto ha con San Marino?

La chiesa sorge dove secondo la tradizione i riminesi eressero una cappella in ricordo di Marino, lo scalpellino dalmata che lavorò al restauro delle mura cittadine e che, ritiratosi sul Monte Titano, diede il nome alla futura Repubblica di San Marino.

Quanti anni ha la chiesa?

La cappella originaria dedicata a San Marino risale al V secolo, mentre la chiesa fu fondata nel XII secolo sullo stesso sito. L'aspetto attuale è il risultato di secoli di interventi, restauri e ricostruzioni.

Perché nel 1805 fu dedicata anche a San Bartolomeo?

Perché la parrocchiale di San Bartolomeo, che si trovava accanto all'Arco d'Augusto, era ormai piccola e cadente e venne soppressa: il titolo e le funzioni parrocchiali furono trasferiti nella chiesa di San Marino, che da allora si chiama dei Santi Bartolomeo e Marino.

Qual è l'opera più importante conservata nella chiesa?

Il coro ligneo del 1494-96, composto da ventidue seggi in noce intarsiato con scorci cittadini e nature morte sugli schienali. È considerato un raro esempio dell'arte dell'intarsio ed è stato segnalato tra i Luoghi del Cuore del FAI.

La sorgente di San Marino esiste ancora?

Sì. La sorgente che secondo la tradizione fu scavata da Marino si trova tuttora all'interno del chiostro: la chiesa venne edificata proprio sopra di essa.

Dove si trova la chiesa di Santa Rita?

In piazza Gramsci 1, in fondo a via Castelfidardo, nel centro storico di Rimini, a pochi passi dal mercato comunale coperto.

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