Anfiteatro romano di Rimini: storia, dimensioni e cosa resta oggi
Con l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio forma la triade dei monumenti romani di Rimini, ma è quello che ha pagato il prezzo più alto. L'anfiteatro fu eretto nel II secolo d.C. e poteva accogliere fino a dodicimila spettatori: oggi ne resta poco più di un semicerchio, e resta comunque il solo anfiteatro parzialmente superstite in Emilia-Romagna.

Di forma ellittica, misurava all'esterno circa 118 per 88 metri ed era composto di 60 fornici, le costruzioni arcuate a volta che davano accesso alla struttura. L'arena dove si svolgevano i giochi era di 76,40 per 47,40 metri: praticamente le stesse dimensioni di quella del Colosseo, che misura 77 per 46,50.
Chi lo costruì, e quando
La costruzione risale al II secolo d.C., sotto l'imperatore Adriano. Non si tratta di una supposizione: durante gli scavi è stata rinvenuta nella malta della muratura una moneta con l'effigie di Adriano, che data l'edificio con buona precisione tra il 119 e il 138 d.C.
Per Ariminum fu un salto di rango. La città aveva già un teatro e il ponte voluto da Augusto e completato da Tiberio; l'anfiteatro la collocava tra i centri di primo piano dell'Adriatico.
Come da tradizione fu costruito in posizione periferica rispetto all'abitato, vicino al torrente Aprusa — l'Ausa — e in prossimità del litorale: così chi arrivava dai centri vicini poteva assistere agli spettacoli senza attraversare la città. La struttura in laterizio, articolata su due ordini sovrapposti con il porticato esterno di sessanta arcate, doveva fare un certo effetto soprattutto a chi giungeva dal mare.
Com'era fatto
La cavea autoportante era sostenuta da murature in malta con laterizi a vista, disposte in quattro anelli ellittici concentrici per uno spessore complessivo di circa 21,80 metri. I corridoi di accesso erano coperti da volte a botte e portavano alle scale, che a loro volta davano sulle gradinate.
La capienza stimata è di diecimila-dodicimila spettatori, senza contare chi prendeva posto sulle balconate lignee accessorie.
Delle strutture scenografiche restano soltanto un fusto di colonna e poche decorazioni marmoree.
Che cosa ci si vedeva
L'anfiteatro era prima di tutto un luogo di spettacolo: vi si svolgevano i giochi gladiatori e i combattimenti fra uomini e animali, particolarmente graditi al pubblico.
Il momento più atteso era la sorte del gladiatore sconfitto. La condanna veniva sancita dal pollice rivolto verso il basso; in caso di grazia il pubblico gridava missum, cioè «lasciato andare».
Il lungo declino
L'uso come luogo di spettacolo decadde presto. Già dal III secolo d.C. l'edificio venne utilizzato come cava di materiale, e nello stesso periodo fu inglobato nelle mura tardoromane e adattato a fortino, a scopo di difesa contro la calata degli Alamanni.
Durante il Medioevo l'area divenne una piana abbandonata, coltivata a orti, oltre a ospitare opere pie e un lazzaretto.
Nel 1843 Luigi Tonini avviò gli scavi che riportarono l'anfiteatro alla luce; seguirono le campagne del 1926 e del 1935.

Il colpo peggiore, però, arrivò con la Seconda guerra mondiale. I bombardamenti che devastarono Rimini cancellarono gran parte di ciò che era sopravvissuto a diciotto secoli di storia, e l'area venne poi destinata allo scarico delle macerie.
Solo negli anni Sessanta prese avvio un vero restauro, per iniziativa del riminese Mario Zuffa, direttore della Biblioteca e del Museo.
L'anfiteatro oggi
Sono visibili soltanto pochi resti del grandioso edificio di un tempo: i muri dell'arena, uno degli ingressi principali e qualcuno degli accessi alle balconate, concentrati nel semicerchio settentrionale verso il mare.
Resta comunque il solo anfiteatro parzialmente superstite in Emilia-Romagna, e questo basta a giustificare la visita.
La restituzione dell'edificio nella sua interezza è affidata alle elaborazioni grafiche realizzate sulla scia degli scavi ottocenteschi. Vale la pena abbinare al sito una tappa alla sezione archeologica del Museo della Città, dove è esposta la documentazione relativa all'anfiteatro: tra i reperti c'è un gradino in pietra con la numerazione dei posti, che racconta come fossero ripartiti gli spalti.
Da tempo oggetto di un progetto di recupero e valorizzazione che percorre tutta l'area, l'anfiteatro ospita oggi manifestazioni e spettacoli che offrono un'alternativa alle giornate in spiaggia.
Visite e informazioni
L'area archeologica è visitabile e nel periodo estivo il Museo della Città organizza visite guidate. Programma e modalità cambiano di stagione in stagione: per le visite, in particolare quelle per le scuole, conviene rivolgersi direttamente ai Musei Comunali di Rimini e verificare il calendario aggiornato prima di presentarsi.
Domande frequenti
Quando è stato costruito l'anfiteatro di Rimini?
Nel II secolo d.C., sotto l'imperatore Adriano. La datazione è confermata dal ritrovamento nella malta di una moneta con l'effigie dell'imperatore, che colloca la costruzione tra il 119 e il 138 d.C.
Quanto era grande l'anfiteatro romano di Rimini?
Misurava circa 118 per 88 metri all'esterno, con un'arena di 76,40 per 47,40 metri. L'arena era quindi quasi identica a quella del Colosseo, che misura 77 per 46,50 metri, anche se l'edificio complessivo era decisamente più piccolo.
Quante persone poteva contenere?
Le stime parlano di diecimila-dodicimila spettatori, ai quali si aggiungevano quanti prendevano posto sulle balconate lignee accessorie.
Che cosa sono i fornici?
Sono le costruzioni arcuate a volta che davano accesso alla struttura. L'anfiteatro riminese ne aveva sessanta, disposti nel porticato esterno.
Perché resta così poco dell'anfiteatro?
Il declino iniziò già nel III secolo, quando l'edificio fu usato come cava di materiale e inglobato nelle mura difensive. I danni peggiori però sono recenti: i bombardamenti della Seconda guerra mondiale distrussero gran parte di ciò che era sopravvissuto, e l'area fu poi usata per lo scarico delle macerie.
È l'unico anfiteatro romano in Emilia-Romagna?
È il solo parzialmente superstite della regione. Insieme all'Arco d'Augusto e al Ponte di Tiberio compone la triade dei principali monumenti romani di Rimini.
Si può visitare l'anfiteatro di Rimini?
Sì, l'area archeologica è visitabile e nel periodo estivo il Museo della Città organizza visite guidate. Il calendario cambia ogni stagione: conviene contattare i Musei Comunali per le informazioni aggiornate.
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