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Chiesa di Santa Giustina: una delle chiese di Rimini

Facciata della Chiesa di Santa Giustina

Le prime tracce che riguardano la chiesa di Santa Giustina risalgono al 1114, appare infatti un riferimento nella Bolla di Papa Lucio II.
Ciò fa supporre che la chiesa dovesse esistere già da tempo, ma non si sa se era situata sulla riva del fiume Marecchia o dove si trova oggi, cioè nelle vicinanze della Via Emilia, dove sembra sia stata spostata a causa delle periodiche e distruttive piene del fiume Marecchia.

Gli eventi bellici che rigirarono Rimini nell'estate del 1944 condussero alla completa distruzione della chiesa, poiché il campanile venne usato dal Comando tedesco come osservatorio e, per questo divenne oggetto di ripetuti bombardamenti aerei, in seguito anche la chiesa rimase gravemente danneggiata. Inoltre poco prima di andarsene i tedeschi distrussero il campanile con una fortissima carica di esplosivo, provocandone il crollo e l'abbattimento di esso su ciò che restava della chiesa, la quale cadde in rovina.

Interno della chiesaDal 1983 ad oggi la chiesa e gli edifici attigui sono stati restaurati del tutto.
L’interno è stato rifatto completamente, il pavimento della chiesa e in marmo granito rosa , mentre i 14 finestroni sono decorati con una serie di vetrate istoriate raffiguranti il Vangelo e ritratti di Santi.
Il presbiterio della chiesa presente un tabernacolo opera degli artisti di Ortisei.

Nella chiesetta invernale troviamo un affresco di Gioacchino Vaccarini, sul mistero di Gesù Cristo come albero della vita.
Ultimamente sono state aggiunte due finestre istoriate con due angeli adoranti e il Gesù Bambino di Praga.
Dal 1996 la parrocchia è un punto di riferimento per i devoti italiani di Santa Teresa di Lisieux di Gesù Bambino e del Volto Santo, infatti entrambi sono stati ospitati più di una volta, con grande affluenza di pubblico.

Colonie marine a Rimini e in Romagna: storia, fascismo e ricordi

Per moltissimi bambini italiani del Novecento andare al mare significava andare in colonia. Per settimane si viveva lontani dalla famiglia, tra camerate, refettori, bagni di mare, giochi sulla spiaggia e una disciplina che oggi può sembrare lontanissima. Sulla Riviera Romagnola, e in particolare tra Rimini, Riccione, Cattolica, Cesenatico e Igea Marina, quelle enormi strutture hanno lasciato un'impronta profonda nel paesaggio e nella memoria di intere generazioni.

Bambini in una colonia marina sulla Riviera di Rimini
Le colonie marine hanno segnato per decenni l'infanzia di migliaia di bambini italiani.

Le loro storie, però, non sono tutte uguali. Per qualcuno la colonia significava la prima occasione di vedere il mare, fare nuove amicizie e trascorrere settimane all'aria aperta. Per altri rimangono soprattutto la nostalgia di casa, le camerate, le regole rigide e il conto alla rovescia verso il giorno del ritorno.

Skypark: parco avventura sul Monte Aquilone, percorsi e prezzi

Skypark, parco avventura sul Monte Aquilone
Skypark, il parco avventura sul Monte Aquilone
Skypark, il parco avventura nel bosco del Monte Aquilone.

Skypark è un parco avventura nel bosco del Monte Aquilone, in Valmarecchia: oltre 14 percorsi sospesi tra gli alberi, da 0 a 16 metri di altezza, per bambini dai 2 anni, ragazzi e adulti. Chi arriva dalla costa trova qui un'alternativa al mare, immersa nel verde.

Skypark in sintesi

  • Percorsi: più di 14, con circa 100 elementi tra 0 e 16 metri
  • Tariffe 2026: adulti 25 euro, ragazzi 18 euro, bimbi 15 euro (versioni XL con un'attività in più)
  • Ingresso al parco e percorso Mini: gratuiti; si paga l'accesso ai percorsi
  • Prenotazione: online, al telefono 0541 927330 o via WhatsApp
  • Calzature: scarpe chiuse con suola in gomma

I percorsi per età e altezza

PercorsiPer chi
Mini Bambini da 2 a 4 anni: giochi di equilibrio e una teleferica
Giallo, arancione, marrone Bambini da 100 cm, con circa 30 passaggi nell'area dei piccoli
Verde, verde plus, blu, blu plus Ragazzi da 130 cm e adulti alla prima esperienza
Rosso, rosso plus, nero Adulti e ragazzi oltre 140 cm; il nero arriva a 16 metri
Sky Jump Dai 12 anni

Il parco è pensato per famiglie con età miste: i bambini più piccoli hanno il loro percorso e i genitori, che devono restare a terra a sorvegliare i minori di 18 anni, possono poi affrontare i percorsi più alti.

Oltre ai percorsi sugli alberi

Il parco si sviluppa lungo circa un chilometro di bosco naturale e, secondo l'ente del turismo regionale, è aperto ogni anno da aprile a ottobre. Oltre ai percorsi sospesi, tra ponti, reti, passerelle, pareti da arrampicata e funi, si possono provare il tiro con l'arco, la discesa in corda doppia, il geocaching, lo skate su cavi d'acciaio, il salto alla Tarzan e i sentieri da percorrere a piedi. Il Sky Jump è una caduta libera da oltre 14 metri.

Ogni percorso è preceduto da una prima fase di istruzione e prova con lo staff qualificato, che poi guida e assiste i partecipanti. I percorsi sono suddivisi per livello di difficoltà, da facile a estremo, e raggruppati per età e altezza.

Prezzi e prenotazione

FasciaBaseXL (un'attività in più)
Adulti 25 euro 30 euro
Ragazzi 18 euro 23 euro
Bimbi 15 euro -

Per gruppi di almeno 10 persone, con prenotazione, le tariffe scendono a 20 euro per gli adulti, 13 per i ragazzi e 9 per i bambini. Il giorno dopo una visita a pagamento l'ingresso ai percorsi è gratuito. Si prenota online, al telefono (0541 927330) o via WhatsApp; per le scuole è disponibile un modulo di prenotazione.

Consigli pratici

  • Abbigliamento: scarpe chiuse con suola in gomma sono obbligatorie; meglio pantaloni comodi.
  • Minori: sotto i 18 anni serve la presenza di un adulto, che deve sorvegliare da terra.
  • Quando andare: i mesi caldi sono i più piacevoli grazie all'ombra del bosco, ma gli orari di apertura cambiano ogni anno: li trovi sul sito ufficiale.
  • Abbinamenti: in Valmarecchia puoi unire la giornata a una visita ai castelli, per esempio la Fortezza di San Leo.

Domande frequenti

Dove si trova Skypark?

Nel bosco del Monte Aquilone, in Valmarecchia, nell'entroterra di Rimini.

Da che età si può fare?

Dai 2 anni, con il percorso Mini. I percorsi per bambini sono per chi è alto almeno 100 cm; quelli per ragazzi da 130 cm.

Quanto costa?

Nel 2026 la tariffa base era di 25 euro per gli adulti, 18 per i ragazzi e 15 per i bambini; l'ingresso al parco e il percorso Mini sono gratuiti.

Serve prenotare?

Per i gruppi di almeno 10 persone la prenotazione è obbligatoria. Per le visite singole è disponibile online o al telefono.

Fonti: Skypark (sito ufficiale), Riviera di Rimini, Emilia-Romagna Turismo.

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I vitelloni e La prima notte di quiete: Rimini nel cinema

Il primo film a mettere in scena la vita di Rimini con i suoi riti e le tipiche abitudini estive è I vitelloni del 1953, che è considerato dalla critica mondiale come il primo capolavoro di Federico Fellini.

La trama è molto semplice: Moraldo, Riccardo, Leopoldo, Fausto e Alberto sono cinque giovani della miglior borghesia di Rimini che passano le loro giornate bevendo al bar e ironizzando su quello che gli circonda.

In un afoso pomeriggio estivo, la loro esistenza cambia radicalmente quando Fausto è costretto a sposare Sandra, la sorella di Moraldo, che dopo aver vissuto una notte di passione con lui  aspetta un bambino.

L’evento lascia profondamente scossi gli amici che cercano di andare avanti come se niente fosse accaduto, ma Moraldo comincia ad avvertire che la vita di provincia gli sta stretta e decide di recarsi a Roma con la speranza di trovare un lavoro nel mondo del cinema.

Gli altri amici continueranno nel loro tran tran fatto di bevute e chiacchiere, mentre Fausto, dopo aver tradito la moglie con la donna del suo principale, riceverà un duro rimprovero dal padre e tornerà dalla moglie e dal figlioletto ormai convertito ad una vita piccolo borghese.

Il messaggio della pellicola è chiaro; i protagonisti, che trascorrono il loro tempo in una oziosa vita da piccoli provinciali, sono come inerti di fronte alla possibilità che gli vengono offerte dalle grandi città come Roma e Milano, preferendo far finta di niente.

L’unico che alla fine riuscirà ad aprire gli occhi a trovare una via di fuga da tutto quello squallore e Moraldo, che rappresenta un palese alter ego dello stesso Fellini.

Se I vitelloni alla fine offriva una via di fuga da Rimini, in La prima notte di quiete, diretto da Valerio Zurlini nel 1972, ormai tutte le speranze sono andate in mille pezzi e neanche la letteratura sembra dare un qualche conforto.

In una Rimini invernale, il professore Daniele Dominici fa il suo ingresso nel liceo classico della cittadina, per lavorare come supplente.

Ben preso il professore è affascinato dalla bellezza di Vanina, una delle sue allieve, al punto che iniziano a frequentarsi, anche se Daniele convive con Monica, che dieci anni prima aveva abbandonato il marito per seguirlo nella sua vita errabonda.

Inoltre Daniele frequenta un gruppo di giovani ricchi e annoiati di Rimini, di cui fanno parte Gerardo Pavani, innamorato di Vanina e il giovane medico Giorgio Mosca, detto Spider, che malgrado le apparenze è dotato di una profonda sensibilità.

Ma i sogni del professore si infrangono bruscamente quando Gerardo gli rivela il segreto di Vanina, la ragazza è stata costretta dalla madre a prostituirsi con numerosi uomini, tra cui gli amici di Daniele.

Nonostante tutto Daniele è deciso a fuggire con Vanina e lascia Monica, ma all’ultimo momento temendo che quest’ultima tenti il suicidio, decide di correre da lei per ottenere il suo perdono.

La sua corsa disperata termina contro un camion che, in una nebbiosa mattina, pone fine alla sua vita tormentata.

Solo Spider parteciperà al funerale dell’amico di cui ormai ha scoperto il segreto; Daniele era l’unico figlio del comandante Dominici, morto da eroe nella battaglia di El Alamein.

Rimini romana: Arco d'Augusto, Ponte di Tiberio, Cesare

L'Arco d'Augusto di Rimini, porta della città romana
L'Arco d'Augusto, all'inizio della via Flaminia.

La Rimini romana si legge lungo un solo asse, corso d'Augusto: a un'estremità l'Arco d'Augusto, dove finiva la via Flaminia, all'altra il Ponte di Tiberio, da cui partiva la via Emilia. In mezzo c'è Ariminum, la colonia che Giulio Cesare scelse come prima base nel 49 a.C. e che Augusto trasformò in uno snodo di strade.

I monumenti in sintesi

  • Arco d'Augusto: 27 a.C., porta urbica sulla via Flaminia, alto circa 19 metri
  • Ponte di Tiberio: iniziato nel 14 d.C., finito nel 21 d.C., cinque arcate, solo pedonale dal 2020
  • Anfiteatro: II secolo d.C., sotto Adriano
  • Ingresso: arco e ponte si vedono liberamente, a ogni ora

Cesare a Rimini: il dado è tratto

All'inizio del 49 a.C. lo scontro tra Cesare e Pompeo era inevitabile. Dopo il rifiuto del Senato di ogni compromesso, Cesare attraversò il Rubicone con la XIII legione, il confine oltre il quale un generale in armi diventava nemico di Roma. Svetonio gli attribuisce la frase rimasta proverbiale, il dado è tratto.

La prima città che occupò fu Rimini, dove lo raggiunsero i tribuni della plebe fuggiti da Roma: la loro presenza era la prova che il diritto di veto, considerato sacro, era stato violato. La scelta aveva un senso strategico preciso: chi controllava Rimini controllava la pianura padana e apriva la strada verso Roma lungo la Flaminia. Cesare vinse la guerra civile e diventò il padrone di Roma, segnando la fine della Repubblica.

L'Arco d'Augusto

L'Arco d'Augusto fu eretto nel 27 a.C. per onorare Ottaviano, appena diventato il primo imperatore, e le sue cure per la via Flaminia. È considerato il più antico arco romano conservato in Italia. Per secoli lo si è creduto un arco trionfale come quelli di Tito e di Costantino a Roma; i restauri del 1937-1939 hanno invece mostrato che era una porta urbica, inserita nelle mura cittadine e protetta davanti da due torri.

Misura circa 19 metri di altezza e 15 di larghezza. La facciata verso Roma è la meglio conservata: semicolonne corinzie, capitelli finemente lavorati e, nei clipei, i busti delle divinità tutelari della colonia, tra cui Giove e Apollo. Sulla sommità correva una dedica al Senato e a Augusto e, secondo le fonti, stava una quadriga guidata dall'imperatore. Le merlature che vedi in cima sono medievali, aggiunte quando l'arco serviva da porta della città.

Nel medioevo l'arco era chiamato Porta Aurea, per i caratteri dorati dell'iscrizione. Nel 1944, durante la battaglia di Rimini, scampò per poco alla distruzione. Oggi sorge isolato in un'area pedonale, senza le mura che un tempo lo affiancavano e che furono abbattute nel 1937.

Il Ponte di Tiberio

Alla fine di corso d'Augusto, nella direzione opposta all'arco, il Ponte di Tiberio attraversa il Marecchia, il fiume che per secoli fu il limite nord della città. Fu avviato sotto Augusto nel 14 d.C. e concluso sotto Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione sulla cornice.

È lungo circa 62 metri e largo quasi 9, con cinque arcate a tutto sesto di stile dorico e rivestimento in pietra d'Istria. I piloni, obliqui rispetto all'asse del ponte, finiscono in speroni che spezzano la corrente; poggiano su pali di quercia e zattere di legno, una tecnica che ha permesso al ponte di resistere a duemila anni di piene. Fu ammirato e studiato da Palladio e da altri grandi architetti.

Nel 552 il comandante goto Usdrila ne danneggiò l'arcata per fermare l'esercito bizantino di Narsete. Altre ferite vennero dal terremoto del 1672 e dalle piene; i restauri più importanti sono del 1680, del 1735 e del 1792. Nel 1944 i tedeschi in ritirata tentarono di minarlo, ma le cariche funzionarono poco e il ponte resistette. Il traffico è stato escluso gradualmente dal 2019 e dal maggio 2020 il ponte è solo pedonale. Dall'altra parte del fiume inizia il borgo San Giuliano, con i murales dedicati a Fellini.

Un percorso a piedi

  1. Arco d'Augusto: si parte da qui, con la via Flaminia alle spalle.
  2. Corso d'Augusto: l'asse del centro storico, tra negozi, palazzi e piazza Tre Martiri.
  3. Domus del Chirurgo: la casa romana di un medico, con strumenti chirurgici originali, in piazza Ferrari.
  4. Ponte di Tiberio: si arriva in fondo al corso, sul Marecchia.
  5. Anfiteatro: in via Roma, nella parte meridionale del centro: la guida è nell'articolo sull'anfiteatro romano di Rimini.

Per un itinerario più ampio, tra le chiese e i monumenti malatestiani, ci sono le guide al Tempio Malatestiano e alla chiesa di Sant'Agostino.

Domande frequenti

Quando fu costruito l'Arco d'Augusto?

Nel 27 a.C., per onorare Augusto. È la porta della città romana, all'inizio della via Flaminia, che univa Rimini a Roma.

Il Ponte di Tiberio è ancora percorribile?

Sì, ma solo a piedi: dal maggio 2020 è chiuso al traffico. Si attraversa liberamente a ogni ora.

Cosa c'entra Giulio Cesare con Rimini?

Nel 49 a.C., dopo il Rubicone, Cesare occupò Rimini, la prima città raggiunta. Qui lo raggiunsero i tribuni fuggiti da Roma e da qui iniziò la guerra civile contro Pompeo.

Quali sono i monumenti romani di Rimini?

Arco d'Augusto, Ponte di Tiberio e anfiteatro, a cui si aggiungono la Domus del Chirurgo e i resti del teatro romano.

Fonti: Comune di Rimini, Ecomuseo di Rimini, Wikipedia.

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Il faro di Rimini: storia, Vanvitelli e ricostruzione

Il faro di Rimini al tramonto
Il faro di Rimini al tramonto.

Il faro di Rimini, progettato da Luigi Vanvitelli nel 1733 e completato nel 1745, è uno dei simboli del porto canale: danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1946, è tuttora in servizio.

Il faro in sintesi

  • Progetto: Luigi Vanvitelli, 1733, per volere di papa Clemente XII
  • Completamento: 1745, a opera di Giovanni Francesco Buonamici
  • Segnale: tre lampi bianchi ogni 12 secondi
  • Portata: 15 miglia nautiche (circa 28 km)
  • Altezza della lanterna: 27 metri sul livello del mare

Storia

Il primo progetto del faro di Rimini è del 1733: lo disegnò l'architetto Luigi Vanvitelli, per volere di papa Clemente XII, a presidio del porto. La torre fu completata nel 1745 da Giovanni Francesco Buonamici, l'architetto riminese attivo in molti cantieri cittadini del Settecento, come la Pescheria (1747) e la scalinata del palazzo vescovile (1750).

AnnoEvento
1733 Vanvitelli progetta il faro
1745 Buonamici completa la torre
1911 La gestione passa alla Regia Marina, che alza la torre di 9 metri ed elettrifica la lanterna
Seconda guerra mondiale I bombardamenti distruggono in parte la torre
1946 Viene ricostruito e riacceso

Il faro oggi

Il faro è in servizio e gestito dalla Marina Militare. Emette tre lampi bianchi ogni 12 secondi e la sua luce arriva a 15 miglia nautiche, circa 28 chilometri; la lanterna si trova a 27 metri sul livello del mare. Per le altre testimonianze della storia della città c'è la Rimini romana, mentre per il tratto di costa vicino al porto si possono consultare le spiagge libere di Rimini.

Domande frequenti

Chi progettò il faro di Rimini?

Luigi Vanvitelli, nel 1733, per volere di papa Clemente XII. La torre fu completata nel 1745 da Giovanni Francesco Buonamici.

Il faro di Rimini è ancora in funzione?

Sì, è un faro in servizio gestito dalla Marina Militare, con tre lampi bianchi ogni 12 secondi e una portata di 15 miglia nautiche.

Cosa successe al faro durante la guerra?

I bombardamenti lo distrussero in parte; fu ricostruito nel 1946, anno in cui si riaccese la luce attuale.

Fonti: Wikipedia (Rimini Lighthouse, Giovan Francesco Buonamici).

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