Affacciato sulla scenografica Piazza della Libertà, chiamata tradizionalmente anche il Pianello, il Palazzo Pubblico di San Marino è il cuore politico e istituzionale della Repubblica. Qui hanno sede i Capitani Reggenti, il Consiglio Grande e Generale e altri importanti organi dello Stato. L'edificio attuale, costruito tra il 1884 e il 1894, sorge nel luogo occupato per secoli dall'antica Domus Magna Comunis.
Il Palazzo Pubblico domina Piazza della Libertà ed è ancora oggi il centro della vita istituzionale sammarinese.
Aggiornamento 2026: Palazzo Pubblico è chiuso alle visite turistiche dal 2 aprile al 30 settembre 2026 per lavori di restauro. Piazza della Libertà rimane accessibile e durante l'estate è possibile assistere al tradizionale Cambio della Guardia.
Paolo e Francesca, la coppia di amanti resa immortale da Dante.
Francesca da Rimini è la protagonista di una delle pagine più celebri della Divina Commedia: la figlia del signore di Ravenna sposata a un Malatesta, uccisa insieme al cognato Paolo e collocata da Dante tra i lussuriosi, nel secondo cerchio dell'Inferno. La storia vera è molto più scarna della leggenda.
Francesca in sintesi
Famiglia: figlia di Guido da Polenta il Vecchio, signore di Ravenna
Marito: Giovanni (Gianciotto) Malatesta, signore di Rimini
Amante: Paolo Malatesta, fratello del marito
Morte: tra il 1283 e il 1286, data precisa ignota
Fonte principale: Dante, Inferno V
Cosa sappiamo davvero
Francesca, chiamata anche Franceschina, era figlia di Guido da Polenta il Vecchio, signore di Ravenna. Fu data in sposa a Giovanni Malatesta, detto Gianciotto, signore di Rimini, in un periodo che gli studiosi collocano tra il 1275 e il 1282: un matrimonio di pace tra famiglie in lotta. Dall'unione nacque una figlia, Concordia.
Francesca si innamorò del cognato Paolo Malatesta, fratello di Gianciotto, sposato e padre di due figli. I due furono uccisi dal marito in una data compresa tra il 1283 e il 1286. Gianciotto si risposò intorno al 1286 e visse oltre il 1300.
Le cronache del tempo non raccontano il delitto: l'unica testimonianza antica è la Commedia. I primi commentatori di Dante si limitano a identificare gli amanti, e i dettagli narrativi arrivano solo più tardi.
Dante e il canto V
Nel quinto canto dell'Inferno Dante incontra Paolo e Francesca nel secondo cerchio, tra i dannati travolti da una bufera. È Francesca a raccontare la sua storia: l'amore nato leggendo insieme la storia di Lancillotto e Ginevra, il bacio, e quel verso diventato proverbiale, Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse. Mentre lei parla, Paolo piange in silenzio e Dante, commosso, sviene.
La pagina ha dato a Francesca una fama che nessuna fonte storica le avrebbe garantito: il suo ricordo vive grazie a quei versi, non ai documenti.
La leggenda: Gradara e l'inganno
La versione romanzata si deve soprattutto all'Ottimo Commento e a Boccaccio, che nelle sue Esposizioni aggiunge particolari ripresi dai romanzi cavallereschi. Secondo questo racconto Francesca avrebbe creduto di sposare il bel Paolo, mentre Paolo era solo il procuratore del fratello zoppo; scoperto l'inganno, avrebbe finito per amare il cognato. Un servitore avrebbe poi avvertito Gianciotto, che finse di partire e sorprese i due: Paolo tentò di fuggire da una botola, Francesca si frappose e il marito uccise entrambi.
La tradizione locale lega questi fatti al castello di Gradara, ma i testi antichi non lo menzionano: è una suggestione costruita nei secoli, che fa parte del fascino del luogo e non va presa come cronaca.
Dalla letteratura alle arti
Da Dante in poi la storia ha ispirato pittori, scultori, musicisti e scrittori. Nell'Ottocento Paolo e Francesca divennero uno dei simboli dell'amore romantico e irrefrenabile. Gabriele D'Annunzio scrisse la tragedia Francesca da Rimini, da cui trasse ispirazione anche l'opera lirica di Riccardo Zandonai, e il tema è tornato in pittura e al cinema per tutto il Novecento.
Luoghi da visitare
Rimini: la città dei Malatesta, con Castel Sismondo, il Tempio Malatestiano e la chiesa di Sant'Agostino.
Gradara: il castello al confine con le Marche, dove la tradizione colloca il delitto e dove si mostrano sale e leggende legate a Paolo e Francesca.
Sì. Era figlia di Guido da Polenta il Vecchio e moglie di Gianciotto Malatesta. Furono uccisi tra il 1283 e il 1286 insieme al cognato Paolo.
Dove è ambientata la storia?
Le fonti parlano della corte dei Malatesta a Rimini e della signoria di Ravenna. La tradizione locale colloca il delitto al castello di Gradara, ma non ci sono prove antiche.
Cosa significa «Galeotto fu 'l libro»?
È il verso del canto V in cui Francesca racconta che a farli innamorare fu la lettura del romanzo di Lancillotto e Ginevra: il libro, come il cavaliere Galeotto del romanzo, fece da intermediario tra i due.
Dove sono sepolti Paolo e Francesca?
Le fonti antiche non lo indicano: le tombe attribuite ai due amanti appartengono alla tradizione, non ai documenti.
La Cineteca Comunale di Rimini, fondata nel 1987, è uno dei punti di riferimento per la cultura cinematografica sulla città e su Federico Fellini: ha sede nel Palazzo Gambalunga, in via Gambalunga 27, insieme alla storica biblioteca civica.
La Cineteca in sintesi
Dove: via Gambalunga 27, Rimini (Palazzo Gambalunga)
Fondazione: 1987
Patrimonio: circa 9.000 videocassette e DVD, oltre 15.000 volumi, circa 100 riviste, pellicole 35 e 16 mm
Postazioni: 12 di visione (6 multimediali) e una sala da 94 posti
Sito: bibliotecagambalunga.it/cineteca
Cosa si trova
Il patrimonio comprende circa 9.000 titoli tra videocassette e DVD, una biblioteca specializzata di oltre 15.000 volumi, una raccolta di manifesti e locandine, un fondo fotografico, circa cento riviste italiane e internazionali e una collezione di pellicole in 35 e 16 mm. Il centro documenta e promuove la cultura cinematografica, con un'attenzione particolare a Rimini e a Fellini: per approfondire, c'è la guida a Fellini e Rimini e il racconto di I vitelloni e La prima notte di quiete.
Servizi e consultazione
Prestito: i libri possono essere presi in prestito.
Consultazione in sede: riviste, videocassette e DVD si consultano soltanto in sede.
Postazioni: 12 postazioni di visione, 6 delle quali multimediali.
Sala di proiezione: 94 posti, per pellicole 16 e 35 mm, DCP e video in vari formati (Blu-ray, DVD, MiniDV, Beta).
Gli orari di apertura e le modalità di iscrizione si trovano sul sito della biblioteca.
Il Palazzo Gambalunga
La Cineteca si trova al piano terra del Palazzo Gambalunga, costruito tra il 1610 e il 1614 in stile rinascimentale. Qui ha sede la Biblioteca Civica Gambalunga, fondata nel 1619 con il lascito dell'avvocato riminese Alessandro Gambalunga: fu una delle prime biblioteche fondate da un laico anziché da un cardinale, e nel 2019 ha festeggiato i 400 anni. Il palazzo ha un cortile interno con un pozzo settecentesco in pietra d'Istria.
La rete e i festival
La Cineteca fa parte di Cinefiles, una rete di archivi audiovisivi del territorio riminese, nel cui ambito è nato con l'Associazione Home Movies di Bologna il progetto «Film di cassetto», dedicato alla raccolta e digitalizzazione di pellicole amatoriali. È iscritta all'AVI (Associazione videoteche e mediateche italiane) e alla FICE (Federazione italiana cinema d'essai). Ha promosso i festival «Riminicinema» (1988-1997), «Adriaticocinema» (1998-1999) e «Degenere» (2000-2001).
Domande frequenti
Dov'è la Cineteca di Rimini?
In via Gambalunga 27, nel centro storico, al piano terra del Palazzo Gambalunga, la sede della Biblioteca Civica.
Si possono prendere in prestito i film?
I libri sì. Riviste, videocassette e DVD sono disponibili soltanto per la consultazione in sede.
Quando è stata fondata la Cineteca?
Nel 1987.
Quanti posti ha la sala di proiezione?
94 posti, con proiezione di pellicole 16 e 35 mm, DCP e video in diversi formati.
Fonti: Emilia-Romagna Cultura (cinema), Wikipedia.
Il Museo dell'Aviazione di Rimini, intitolato a Gianfranco Casolari, è un parco tematico all'aperto sulle colline di via Sant'Aquilina: più di cinquanta velivoli del dopoguerra, metà di progettazione sovietica, lungo un percorso di circa tre chilometri nel verde.
Il museo in sintesi
Dove: via Sant'Aquilina 58, Rimini
Apertura del parco: 2 aprile 1995
Percorso: oltre 3 km nel verde, con più di 50 velivoli
Gestione: associazione culturale «Sulle Ali della Storia»
Contatti: 0541 756696, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il parco e la sua storia
Il Parco Tematico dell'Aviazione fu inaugurato il 2 aprile 1995 come struttura privata senza scopo di lucro. Nato per esporre i reperti legati alla storia del volo, è diventato nel tempo anche una struttura polifunzionale che ospita congressi, dibattiti ed eventi. Dal 1996 l'associazione che lo gestisce pubblica la rivista «Sulle Ali della Storia». Sulle colline alla periferia di Rimini, l'area occupa oltre centomila metri quadrati.
Gli aerei esposti
La collezione ruota attorno ai conflitti dopo la Seconda guerra mondiale: Corea, Vietnam, Iraq. Quasi metà dei velivoli è di progettazione sovietica, con una serie di MiG-15, 17, 19, 21 e 23 unica in Italia. Tra gli occidentali ci sono modelli americani, come il Phantom, l'F-104, l'F-86K e il Grumman, e italiani come il G.91, il G.222, il P.166 e l'A.B. 205.
Camminando tra le aiuole si incontrano anche un carro armato T-55 appartenuto alle truppe irachene, un'autoblindo inglese Scout Ferret e un elicottero A.B. 205 dell'Esercito Italiano. Negli ultimi anni il museo ha restaurato altri aerei, tra cui un Gloster Javelin e un Grumman Tracker.
Ustica, Ramstein e il Monumento all'Aviatore
Alcune aree sono dedicate a momenti della storia del volo. Un MiG-23 simile a quello libico caduto sulla Sila ricorda la vicenda di Ustica. Una stele ricorda i caduti della tragedia di Ramstein del 1988, avvenuta durante un'esibizione delle Frecce Tricolori. Il Monumento all'Aviatore, opera dell'architetto Ilario Fioravanti, è il punto più scenografico del percorso.
Servizi e visita
Nel parco c'è un'area ristoro con più di 300 posti, immersa nel bosco, e una zona attigua dove i bambini possono giocare. Ci sono un'elisuperficie e un parcheggio. Le barriere architettoniche sono state eliminate quasi del tutto e il padiglione ha un servoscala. La visita dura da un minimo di due ore a quattro ore e più, a seconda dell'interesse, e i gruppi possono richiedere la visita guidata.
L'orario cambia in base alla stagione: in genere il parco è aperto nei fine settimana e nei giorni festivi, e ogni giorno in estate. Per le date e le tariffe dell'anno conviene telefonare al 0541 756696 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per i mezzi pubblici c'è la guida ai trasporti di Rimini; per una giornata con i bambini nella zona si abbina a Skypark.
Domande frequenti
Dov'è il Museo dell'Aviazione di Rimini?
In via Sant'Aquilina 58, sulle colline alla periferia di Rimini.
Quanti aerei ci sono?
Più di cinquanta velivoli del dopoguerra, quasi metà di progettazione sovietica, lungo un percorso di circa tre chilometri.
Quanto dura la visita?
Da un minimo di due ore a quattro ore e più, secondo l'interesse.
È adatto ai bambini e accessibile?
Sì: c'è un'area giochi vicino al ristoro e le barriere architettoniche sono state quasi del tutto eliminate; il padiglione ha un servoscala.
Fonti: Museo dell'Aviazione, Sulle Ali della Storia (rivista), Musei Online.
Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini dal 1432 al 1468.
Sigismondo Pandolfo Malatesta (Brescia 1417 - Rimini 1468) è il signore che ha lasciato più tracce nella città: il Tempio Malatestiano, Castel Sismondo e il ricordo di una lunga guerra con il papa Pio II, che lo scomunicò e ne fece bruciare l'immagine in piazza.
Sigismondo in sintesi
Nascita: Brescia, 19 giugno 1417
Morte: Rimini, 9 ottobre 1468
Cavaliere: 1433, dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo
Opere a Rimini: Castel Sismondo (dal 1437), Tempio Malatestiano
Scomunica: 25 dicembre 1460, da Pio II
Giovinezza e potere
Sigismondo nacque a Brescia il 19 giugno 1417, figlio di Pandolfo III Malatesta e di Antonia da Barignano. Era figlio illegittimo, ma salì giovanissimo al potere a Rimini e nel 1433, in occasione della visita dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo in città, fu armato cavaliere.
Le mogli e Isotta degli Atti
Si sposò tre volte. Nel 1434 prese in moglie Ginevra d'Este, morta nel 1440. Nel 1441 sposò a Cremona Polissena Sforza, figlia naturale di Francesco Sforza, che morì nel 1449. La sua terza moglie fu Isotta degli Atti, figlia di una ricca famiglia riminese, legata a lui da una relazione già prima del matrimonio e rimasta nella memoria della città come la sua compagna più amata. I loro monogrammi, S e I intrecciate, ricorrono nelle decorazioni del Tempio Malatestiano.
Il capitano di ventura
Come molti signori del Quattrocento, Sigismondo basava il suo prestigio sulle armi. Servì papi, Firenze e Venezia, passando da un fronte all'altro secondo le convenienze: una condotta normale per i condottieri dell'epoca, ma che gli procurò molti nemici. Il passaggio al servizio di Firenze, nel 1447, pesò sui rapporti con la Santa Sede.
Castel Sismondo e il Tempio
Nel 1437 iniziò l'ampliamento della sua fortezza, Castel Sismondo, nel cuore di Rimini, oggi usato per mostre ed eventi. Dal 1447 circa trasformò la gotica chiesa di San Francesco nel Tempio Malatestiano, pensato come monumento dinastico e funebre. Chiamò Leon Battista Alberti per la facciata e Agostino di Duccio per i rilievi interni; Piero della Francesca dipinse l'affresco che lo ritrae in preghiera davanti a san Sigismondo. Tutti i dettagli sono nella guida al Tempio Malatestiano.
La guerra con Pio II
Nel 1459 salì al soglio pontificio Pio II, che vedeva in Sigismondo il traditore e il nemico dello Stato della Chiesa. Il papa lo scomunicò il 25 dicembre 1460 e nel 1461 gli intentò un processo carico di accuse infamanti, che avrebbero alimentato per secoli la sua fama sinistra. Nel 1462 la sua effigie fu bruciata a Roma. Dopo la sconfitta militare, nel 1463 Sigismondo ottenne il perdono ma perse quasi tutti i suoi domini, conservando soltanto Rimini con un piccolo territorio.
Gli ultimi anni
Dopo la morte di Pio II, nel 1464 Sigismondo combatté per Venezia contro i Turchi. Tornato a Rimini stanco e malato, morì il 9 ottobre 1468 e fu sepolto nel suo Tempio. Oggi il suo nome è legato soprattutto ai due monumenti che commissionò: il Tempio e il castello, a pochi passi l'uno dall'altro.
Sulle tracce di Sigismondo a Rimini
Tempio Malatestiano (via IV Novembre 35): facciata di Alberti, cappelle decorate, affresco di Piero della Francesca e tomba di Sigismondo. L'ingresso è libero compatibilmente con le funzioni religiose.
Castel Sismondo (piazza Malatesta): la fortezza che Sigismondo fece ampliare dal 1437.
Elefanti e monogramma S-I: dentro il Tempio compaiono in più punti, insieme ai simboli del casato: sono il modo più semplice per riconoscere la mano di Sigismondo.
Domande frequenti
Quando morì Sigismondo Malatesta?
Il 9 ottobre 1468 a Rimini. Fu sepolto nel Tempio Malatestiano.
Perché Pio II scomunicò Sigismondo?
Il papa lo considerava un nemico della Chiesa e un traditore. La scomunica è del 25 dicembre 1460, il processo del 1461, e nel 1462 la sua effigie fu bruciata a Roma.
Chi era Isotta degli Atti?
La terza moglie di Sigismondo e la sua compagna più celebre. Il suo nome compare nelle decorazioni del Tempio Malatestiano, dove le iniziali S e I si intrecciano.
Cosa ha costruito Sigismondo a Rimini?
Ha ampliato Castel Sismondo, a partire dal 1437, e ha trasformato la chiesa di San Francesco nel Tempio Malatestiano.